Claudio Lisi è il nuovo presidente dei medici
di Anna GhezziwPAVIAÈ Claudio Lisi, 58 anni, responsabile del servizio di Medicina fisica e riabilitativa al San Matteo, il nuovo presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Pavia. Giovanni Belloni, 69 anni, da quattro mandati presidente, sarà il suo vice. Marco Gioncada è stato nominato segretario, Tommaso Mastropietro tesoriere. «Belloni è il primo degli eletti per numero di voti - spiega Lisi - io il secondo. È stata una scelta condivisa: darò continuità a quanto realizzato dal gruppo di lavoro negli ultimi anni». Lisi è vice segretario regionale del sindacato Cimo. Laureato a Pavia, originario di Taranto, specializzato in Fisiatria e medicina dello sport, è stato medico del Pavia Calcio dal 2001 al 2005 ed è al San Matteo dal 1990.Che novità ci saranno?«Intanto sono entrati quattro nuovi consiglieri: il medico legale Andrea Bertolotti, il medico di medicina generale Giuseppe Giuffrè e i medici ospedalieri Marco Pozzi e Luca Viarengo. Cercheremo di essere presenti in questo momento difficile per la sanità pubblica e i medici». Perché difficile?«I medici si trovano ad affrontare da un lato tagli e riduzione del personale, dall'altro l'esigenza di mantenere adeguati livelli di assistenza. In più nei prossimi 10 anni ci sarà una notevole riduzione del numero dei medici a causa dei pensionamenti. E la riforma della cronicità lombarda è una rivoluzione che presenta ancora grossi punti interrogativi».Perché impegnarsi nell'Ordine? A cosa serve?«Io sono in Consiglio da 18 anni, ho fatto tutta la gavetta, da revisore a consigliere. Me lo chiede sempre anche mia moglie: chi te lo fa fare? Io credo che l'Ordine possa essere un momento di aggregazione e di riferimento per la nostra categoria. A maggior ragione oggi, che viviamo un grosso momento di difficoltà nel far fede al nostro ruolo». Cosa si può fare per i giovani medici?«Il problema è che ogni anno ci sono più laureati rispetto al numero di posti di specialità. Per cui, chi non passa, entra in un limbo oppure va all'estero: sono stati 1500 quest'anno i giovani medici emigrati. Pavia non è da meno, ma su questo tema occorre una soluzione nazionale». Un altro tema chiave è la sicurezza dei medici in studio, in ambulatorio, soprattutto per chi fa servizio di guardia medica. Eppure in provincia di Pavia Ats sta ragionando sul fatto di spostare le sedi di continuità assistenziale dalle Croci, dove almeno non sono soli. Cosa ne pensa?«Con il dottor Belloni l'Ordine ha cominciato un lavoro congiunto con istituzioni e prefettura sul tema della sicurezza dei medici. È un primo passo. Cn l'Ats ci faremo portavoce delle esigenze dei medici di continuità assistenziale, per trovare soluzioni adeguate».