Imprese e ambiente un patto per crescere

di Stefano RomanowALBUZZANOCondivisione e patto: sono le due parole chiave per leggere in profondità la relazione con cui il presidente Nicola de Cardenas apre l'assemblea generale di Confindustria Pavia. La sua prima assemblea che ha voluto intitolare "Industria aperta" per sottolineare come le aziende debbano aprirsi alla gente per far capire che non sono brutte sporche e cattive ma sono la spina dorsale dell'economia provinciale. Assemblea che per questo ha convocato all'interno di una azienda, la Fedegari che produce autoclavi ad Albuzzano ed esporta l'80 per cento della sua produzione, e che si è iscritta a Confindustria appena un anno fa. Un'assemblea "pesante, con la partecipazione di 400 imprenditori pavesi, del capo nazionale di Confidustria Vincenzo Boccia, del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e del viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini.Il patto per crescere. «L'economia è in miglioramento, la crescita italiana è in accelerazione (+1.5 per cento il Pil a fine anno) e anche Pavia ha risollevato la testa dopo anni difficili con una crescita media della produzione industriale del 2 per cento negli ultimi tre anni e mezzo - ha sintetizzato de Cardenas. - Cresciamo più di prima ma non abbastanza perché perdiamo terreno in Europa e la disoccupazione resta troppo alta, soprattutto quella giovanile».Qual è la ricetta per far accelerare la crescita? «Proponiamo di costruire un nuovo patto tra i cittadini e l'industria - spiega de Cardenas - le cui fondamenta sono: industria aperta, sviluppo, lavoro e ambiente. Siamo in campo aperto, esposti alle turbolenze dei mercati globali. E saremo tra i vincitori se ci apriremo all'esterno, se riusciremo a creare reti di imprese e se saremo capaci di collaborare con tutta la società civile».Prima il manifatturiero. L'industria pavese può e deve crescere ancora dice de Cardenas. Ma in che direzione? «Il manifatturiero è la strada da seguire - taglia corto il presidente di Confindustria Boccia. L'Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa e in questa direzione deve crescere: produzioni di alta gamma e ad alto valore aggiunto per non competere sul ribasso dei prezzi e grande attenzione all'aumento della produttività. Questa è la sfida da vincere». Innovazione e occupazione. In assemblea è stato presentato lo studio commissionato da Confindustria Pavia all'università sulle innovazioni di "Industria 4.0" sulle associate. Un'impresa su quattro è già impegnata nel processo di innovazione con un investimento medio di 580mila euro. Il 10% ha fatto nuove assunzioni con competenze digitali che sono quelle più richieste. L'88% ritiene queste innovazioni interessanti per il proprio business, ma il 76% riconosce di avere una conoscenza limitata o parziale. Da questi dati De Cardenas parte per parlare dei cambiamenti del lavoro, definendo l'occupazione giovanile «una vera e propria emergenza». «Secondo uno studio di The European House Ambrosetti - aggiunge - a causa dell'automazione industriale, dell'intelligenza artificiale e del complesso di innovazioni ricomprese nel fenomeno Industria 4.0, il 14.9% degli attuali posti di lavoro, tra 15 anni, potrebbe non esserci più. «I cambiamenti sul lavoro quindi costituiscono un impegno da affrontare sia con le organizzazioni sindacali, con le quali intendiamo rafforzare il lavoro avviato con il Patto firmato nel 2014, sia con il mondo della formazione. Bisogna premiare merito, competenze e qualità. L'università di Pavia è una grande risorsa per questo territorio. L'alleanza impresa-Università di Pavia è strategica per Pavia, che è ad alta densità di conoscenza».La risorsa ambiente. «L'ambiente - aggiunge de Cardenas - è un'opportunità di sviluppo, una domanda che cresce e a cui bisogna rispondere con nuovi prodotti e servizi, con nuove tecnologie. L'ecoindustria può essere quindi un nuovo fattore di competitività. Non è con le scartoffie che si protegge l'ambiente, ma con la responsabilità sociale degli imprenditori, con gli investimenti e con l'innovazione. Il recente, grave incendio di una caotica catasta di rifiuti a Mortara ci impone di essere chiari. Queste cose non devono accadere. È dovere degli imprenditori assicurare che le norme siano rispettate e siano adottate le migliori tecnologie per salvaguardare ambiente e sicurezza».Il nodo infrastrutture. Strade e a pezzi e ponti (Becca prima di tutto) da rifare: de Cardenas insiste su questo punto e rifila una stilettata al viceministro Nencini: «Suo zio era un campione di ciclismo: ha vinto il Tour e il Giro... ma negli anni 50 correva su strade migliori di quelle che noi abbiamo oggi». Nencini ribatte che di sono 29 miliardi per risistemare le infrastrutture italiane ma che aspetta i progetti. «Nella nuova Legge di bilancio ci sono due aspetti da sottolineare - chiude Nencini - il primo riguarda il mancato aumento dell'Iva e nessun aumento delle tasse», mentre per quanto riguarda «la parte del mio ministero, sono più che soddisfatto», perché «negli ultimi tre anni a ogni Legge di stabilità tutto quello che riguarda gli investimenti in infrastrutture e trasporti come minimo raddoppia, e nel caso dell'Anas addirittura quadruplica».