Senza Titolo

REFERENDUMNon è la Brexitnon cambierà nullan Domenica in Lombardia e Veneto si terranno referendum consultivi: la materia di questa consultazione (maggiore autonomia) è tutt'altro che chiara.Considerando già sufficienti i danni provocati dalla modifica del Titolo V° della Costituzione con il federalismo anni 2001 - 2009 sponsorizzati da governi di centro sinistra e di centro destra, non si intravede nelle norme di riferimento (art. 116 della Costituzione e nel rispetto dell' art. 119) menzione ad alcun referendum.Nelle due regioni (con l'Emilia-Romagna) dove si concentra l'80% del valore aggiunto e delle esportazioni italiane vogliono affermare "noi siamo agganciati al cuore dell'Europea e il resto si arrangi".Secondo un sondaggio realizzato dall'Api (Associazione Piccole Imprese) al primo posto delle azioni che Lombardia, Veneto e Emilia, dovrebbero mettere in atto c'è la diminuzione imposte (47%); l'aumento fondi per imprese (34%); miglioramento infrastrutture (19%). Insomma tre regioni a disposizione delle imprese e dei loro interessi.In questo scambio, la Lega e il centrodestra cercano di consolidare i buoni risultati, in previsone di prossime elezioni. Il Pd cerca di rimettersi in sintonia con territori che fatica a rappresentare, vedi anche «comitato per il sì» lanciato dal sindaco di Bergamo e di Milano. M5 Stelle infine vuole radicarsi al nord dove non ottiene grande fiducia.Tutto questo pero', non è la Brexit: dal giorno dopo nonostante ci attenda un plebiscito senza quorum, non cambierà assolutamente nulla. Faustino GianiGropello CairoliREFERENDUM/ 2Soldi buttati, cometante altre volten Fossimo un paese gestito da persone che prima di spendere qualche soldo stanno bene attenti al da farsi,potrei capire... a fatica ma potrei. Ma visto che forse teniamo il record di soldi buttati in boiate pazzesche, allora non capisco.A proposito del costo del referendum tutti sono diventati economisti: con quesi milioni si sarebbe potuto fare....Ad esempio il rifacimento del raccordo di Bereguardo: anche se si può obiettare che la Serravalle è una società . E potrei elencare tanti altri esempi.Davide CorsiPaviaREFERENDUM/ 3La Corte dei contipuò evitare sprechin I fautori del «sì» al referendum sostengono che il costo dello stesso ben si giustifica con la maggior forza che, in caso di vittoria del Sì, avranno gli amministratori delle due regioni nella richiesta allo stato centrale di più autonomia e più risorse. Ma se lo Stato destinasse maggiori risorse alle regioni più produttive ed efficienti rimangono meno risorse per le altre regioni, ovvero occorreranno nuove entrate fiscali.La dichiarata assenza di intenti indipendentisti impone, poi, agli amministratori della Lombardia e del Veneto di osservare l'ente territoriale affidato alle loro cure non disgiuntamente dal quadro nazionale. Questo, come tutti sanno, versa, sul piano economico/finanziario, in una condizione simile a quella della botte di cui si serve il Manzoni per rappresentare il livello di riservatezza di Perpetua: il vino in essa contenuto "trapela tra doga e doga, e gocciola di qua e di là, tanto che uno può assaggiarlo, e dire a un di presso che vino è". In tale situazione la prima cosa da farsi, per evitare di restare tutti senza vino da portare in tavola, sarebbe quella di tamponare le falle maggiori della botte; in concreto: porre fine all'inefficienza delle pubbliche amministrazioni, a cominciare da quelle più inefficienti. Per questo occorre che la Corte dei Conti provveda, previa fissazione di parametri di "garanzia", a rimuovere dal loro incarico tutti quegli amministratori pubblici (Consigli regionali, comunali, ecc.) che non rispettino tali parametri, affidando al governo in carica l'onere di amministrare il relativo ente per tutto il tempo in cui i rimossi avrebbero dovuto amministrare.Non si tratterebbe di sospendere la democrazia, ma solo di impedire che amministratori incapaci, quando non disonesti, sperperino denaro pubblico indebitando non solo i loro elettori, ma tutti i contribuenti dello stato, visto che questo è di fatto il debitore di ultima istanza. Se si fosse così proceduto in passato si sarebbero, per esempio, evitati/limitati i disastri del comune di Roma piuttosto che della Regione Sicilia. E' questo che dovrebbero chiedere tutti gli amministratori pubblici virtuosi per almeno due buone ragioni: non essendoci abbondanza di risorse con cui premiare i più efficienti, o meno inefficienti che siano, occorre prioritariamente impedire ai più inefficienti di fare ulteriori danni; non c'è nessuna regione o altra entità territoriale che possa ritenersi indenne da un eventuale default dello stato.In quanto ai referendum li lascerei a migliori cause. Franco CastagnolaRobecco PaveseREFERENDUM/ 4Le discriminazioni del blocco dominanten I referendum in Lombardia e Veneto hanno carattere consultivo: chiedono un mandato negoziale verso il governo nazionale a favore di "una maggiore autonomia" regionale.La Lega di Salvini, Maroni e Zaia è la rappresentanza di un settore centrale di piccola e media borghesia rapace del Nord d'Italia che, in blocco col grande capitale industriale e bancario, domina storicamente sul Meridione e sulla classe operaia.La rivendicazione autonomista consiste nella pretesa del blocco dominante lombardo-veneto di accaparrarsi una buona fetta degli attuali residui fiscali (54 miliardi la Lombardia, 9 miliardi il Veneto) sottraendoli alle regioni più povere, per difendere gli interessi dei poteri forti del territorio: ridurre ulteriormente le tasse al proprio padronato, continuare a ingrassare le cliniche private, allargare i trasferimenti pubblici alle imprese locali, incrementare i propri pacchetti azionari nelle banche territoriali (truffaldine), ampliare il volume degli appalti per le grandi operazioni speculative, nutrire più in generale le proprie clientele. Il tutto continuando a colpire i servizi pubblici locali (si pensi ai tagli regionali sui trasporti) e a incrementare le imposte locali indirette. Non solo. I referendum rivendicano maggiori poteri per le giunte regionali in fatto di politiche d'ordine. Significa poter gestire con mano (ancor più) libera le politiche discriminatorie verso i migranti in fatto di rastrellamenti, segregazioni, respingimenti, per dirottare contro di loro la rabbia sociale. Significa garantire la... "sicurezza": quella di chi ha tutto a spese di chi non ha nulla.Francesco AnfossiPartito comunista dei lavoratoriPavia