Ecco il dilemma dei segreti che nascondono richieste di aiuto
Parlare o tacere?Aiutare una persona è sempre stata la cosa migliore, ma quando ciò che ti rivela ti mette ko, il discorso inizia a farsi serio.Nel contesto scolastico sono sempre stata una scolara diligente e nella vita privata posso considerarmi una ragazza affidabile, con la testa sulle spalle. Proprio per questo motivo, spesso, i miei compagni mi hanno riferito cose abbastanza personali. Il bello di essere scelti da qualcuno per quaesto genere di cose, ti fa sentire importante; ti ha scelto perché si fida di te. Il brutto, invece, è che spesso non sai come aiutare queste persone: a volte le loro non sono solo semplici preoccupazioni, a volte sono veri e propri problemi, di una portata veramente enorme.In questo caso sia io che altrettante persone non abbiamo la più pallida idea di cosa fare.Essendo una ragazza adolescente, quando vengo a conoscenza di questi fatti, che possono essere violenze in famiglia, o qualcosa legato strettamente a essa, mi risulta molto difficile aiutare un compagno o una compagna in difficoltà.Questo succede perché sono, come moltissimi altri ragazzi, in un'età in cui si è padroni del proprio mondo interiore ma soltanto un minuscolo granello di quello che invece ci circonda. Non abbiamo abbastanza autorità per uscire di casa e sistemare tutto in meglio; molte volte non la cerchiamo neanche (l'autorità) proprio perché abbiamo paura di quello che potrebbe essere il giudizio della persona che stiamo aiutando.Quello che è giusto ci appare come sbagliato e così ci "spremiamo" il cervello come se fosse un'arancia per poi arrivare alla conclusione che non ho ancora trovato.Basta lasciar correre tutto e sperare che si concluda in meglio o andare contro la volontà di qualcuno a fin di bene?Alessia Bianchi2^ D Liceo Copernico