Trenta profughi a Parona Lorena: «Nessun avviso»
PARONADa lunedì trenta profughi troveranno ospitalità alla cascina Naina di Parona. Pur non trattandosi di una notizia ufficiale, perché la comunicazione non è ancora arrivata all'ufficio protocollo del municipio, il sindaco Marco Lorena lo sa e l'ha comunicato. Il primo cittadino non contesta la decisione, ma critica le modalità con le quali è stata gestita la vicenda. «Sono venuto a saperlo - spiega Lorena - in modo inaspettato, nel corso di una riunione svoltasi il 9 ottobre in prefettura sull'inquinamento. Alle fine i funzionari prefettizi, in maniera ufficiosa, mi hanno informato della decisione, risalente al primo settembre scorso, di mandare dei richiedenti asilo a Parona. In quella data è stato stipulato il contratto di affitto tra i proprietari della cascina e la cooperativa "I colori del Sorriso" di Arborio (Vercelli), che gestiscono un'analoga struttura a Vigevano». La reazione del sindaco, ignaro di tale decisione fino a quel momento, è stata di disappunto riguardo al modo usato per informarlo. «Non c'era motivo di usare questo metodo - dice - in quanto era sempre stata dichiarata, nelle diverse riunioni che si erano succedute in prefettura, la disponibilità dell'amministrazione comunale di Parona ad accogliere i profughi. Tale disappunto si è trasformato in vera e propria sensazione di "presa in giro" dopo avere saputo che i profughi sarebbero arrivati dopo uno o due giorni». Il sindaco ha ottenuto una dilazione di una settimana dell'arrivo, inizialmente previsto il 9 ottobre, in modo da poter prendere contatto con i consiglieri comunali e il capogruppo dell'opposizione, con i proprietari della struttura e con i responsabili della Cooperativa. Lunedì arriveranno quindi una trentina di profughi, finora ospitati nel centro di accoglienza di Stradella. Alla cascina Naina saranno gestiti dalla cooperativa vercellese, con personale organizzato in turni di due responsabili al mattino e al pomeriggio e un collaboratore di notte. Lo scopo è quello di educare questi ragazzi ad uno stile di vita incentrato sulla crescita dell'individuo all'interno di un nuovo contesto culturale.«L'amministrazione - continua Lorena - è disposta ad accogliere questa nuova comunità, con un possibile coinvolgimento per lavori socialmente utili e per iniziative da concordare anche con le varie associazioni presenti in paese, ma allo stesso tempo non può nascondere una certa dose preoccupazione per una possibile fonte di problemi per la nostra comunità». (a.bal.)