Arbitro contestato con il ritiro dal campo Pugno duro della Figc
PAVIAProvvedimenti esemplari da parte della Delegazione di Pavia e del giudice sportivo provinciale dopo il ritiro avvenuto al termine del primo tempo del Lomellina sul campo della Viscontea Pavese domenica nella gara della 3ª giornata del girone A del campionato Giovanissimi provinciale di fascia B. In quell'occasione - come si legge nella decisione del giudice sportivo - «il dirigente accompagnatore del Lomellina Emiliano Pampuri comunicava all'arbitro, durante l'intervallo della partita, la decisione di non continuare a giocare il secondo tempo, come forma di protesta nei confronti del direttore di gara, per la conduzione della partita, definita dallo stesso "cattiva"». Un comportamento diseducativo nei confronti di giovani calciatori (nel caso in questione ragazzi di 13 anni). Al Lomellina è stato comminato lo 0-3 a tavolino, 185 euro di multa, un punto di penalizzazione e la squalifica del suo dirigente fino al 6 novembre e inoltre l'obbligo di organizzare, entro il termine della fase autunnale del campionato Giovanissimi Fascia B, un incontro con i propri tesserati volto ad affermare il rispetto dei valori sportivi e i principi di correttezza e lealtà sportiva. «Non posso esimermi dall'esprimere profonda amarezza per un atto irresponsabile che rischia di vanificare tutto il processo educativo e di formazione dei nostri giovani calciatori - dichiara il delegato provinciale della Lnd, Roberto Del Bo - nessun adulto, dirigente o tecnico, può arrogarsi il diritto di interrompere una competizione sportiva per banali motivi di contestazione arbitrale, negando così ai propri calciatori e agli avversari il compimento dei principi essenziali di una partita di calcio: il confronto agonistico, il rispetto degli avversari e dei giudici di gara. Ho disposto che la società Lomellina si attivi, sul proprio territorio, per l'organizzazione di un evento - riunione o convegno - aperto a tutti i propri tesserati e a tutti quanti eventualmente interessati, con la collaborazione della Delegazione provinciale. Auspicando che tutto possa concordarsi con lo slogan "Noi restiamo in campo!", confido che quanto accaduto sia lo spunto per una seria riflessione delle nostre società e di chiunque ha la responsabilità della crescita educativa e sportiva dei giovani».Enrico Venni