S. Martino, licenziato dipendente comunale

di Stefania PratowSAN MARTINOMinoranza sul piede di guerra dopo il licenziamento di un dipendente. «È il primo preoccupante effetto del nuovo servizio di gestione del patrimonio municipale», sostiene il capogruppo Renato Abbiati. Che mai si era convinto dell'utilità del mega appalto da 1 milione e 128mila euro che affida per 5 anni manutenzione e gestione dei beni pubblici all'Arca Service. È il cosiddetto modello di Global Service voluto dal sindaco Alessandro Zocca, «in segno di trasparenza ed efficienza». Ed è scontro con l'opposizione che dice: «La politica ha abdicato al suo ruolo e ha voluto evitare contatti diretti con i cittadini». E il sindaco che replica: «Nessuna abdicazione da parte della politica che invece, con questo nuovo servizio, intende garantire risposte immediate alla popolazione». Ma l'indice della minoranza resta puntato sul licenziamento del custode del cimitero. «Ci risulta il passaggio di questo uomo quarantenne dalla precedente cooperativa alla nuova società di servizi che poi ha deciso di lasciarlo a casa. Ora si trova senza lavoro e senza reddito», sostiene Abbiati. Ed Emanuele Chiodini, ex consigliere comunale, dice: «Ci troviamo di fronte ad una delle prime conseguenze di un mega contratto che, peraltro, prevedeva l'assorbimento di tutto il personale. Un uomo è stato licenziato e non sa come fare ad occuparsi della madre anziana e malata». «L'amministrazione sta arroccata nella sua torre d'avorio, tenendo contatti con i cittadini solo in occasione delle feste - sostiene Abbiati -. Mi sembra un comportamento poco serio, visto che gli amministratori dovrebbero rispondere direttamente agli elettori». E il sindaco Zocca ribatte: «La situazione dell'uomo licenziato dalla società è all'attenzione del Comune. Sono già stati attivati i servizi sociali per inserirlo in un ambito adatto, ma da solo non era in grado di occuparsi del cimitero».