La legge elettorale entra in Aula

di Gabriele RizzardiwROMAIl Rosatellum bis supera la prova del primo voto e ottiene il via libera della commissione Affari costituzionali della Camera. Dopo oltre 20 ore di dibattito e votazioni, il testo base della nuova legge elettorale non subisce modifiche strutturali: regge il patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega, a cui si aggiungono in commissione i voti favorevoli dei verdiniani, fittiani e Civici e Innovatori. Nettamente contrari, invece, M5S, Mdp, Sinistra italiana e FdI. Da martedì la riforma elettorale affronterà il test dell'Aula, con l'incognita di oltre 90 votazioni a scrutinio segreto. Il Pd, con il capogruppo Ettore Rosato, ha smentito l'ipotesi che il governo voglia mettere la fiducia per superare eventuali imboscate: «È un argomento che non abbiamo nemmeno affrontato. Siamo intenzionati ad andare in aula per confrontarci e vogliamo lavorare per il consenso esplicito di tutte le forze».La mattinata, in commissione, è trascorsa con la bocciatura di alcuni emendamenti sulla figura del capo delle forze politiche che concorreranno alle elezioni. Mdp ha tentato, con un emendamento, di indicare non il capo politico ma piuttosto il programma elettorale comune della coalizione. Una bocciatura che non è piaciuta ad Alfredo D'Attorre: «Senza la condivisione di un programma e un progetto comune per l'Italia non faremo alcuna coalizione e il Rosatellum bis non prevede questo, quindi è una legge che allontana la costruzione del centrosinistra». Sullo stesso tema, ma bocciate entrambe, due proposte etichettate come "blinda Berlusconi" e "anti-Cav". Il primo emendamento, proposto da Forza Italia ma poi ritirato, prevedeva che diventava leader della coalizione il capo della forza politica che ottiene il maggior numero di voti. Il cosiddetto "anti-Cav , invece, era stato proposto dai 5Stelle per vietare che sia capo della forza politica chi è ineleggibile, come appunto Berlusconi. Approvate, invece, due norme sulla raccolta delle firme. La prima, già etichettata "salva-Mdp", prevede che i gruppi parlamentari che si sono formati prima del 15 aprile 2017 siano esentati dalla raccolta delle firme. Un'altra modifica, che può aiutare Direzione Italia di Raffaele Fitto, dimezza il numero delle firme, solo per le prossime elezioni, per partiti di nuova formazione o che non hanno gruppo in Parlamento.Il Rosatellum bis sarà affossato dai franchi tiratori? «Abbiamo fatto un serio passo avanti» risponde Emanuele Fiano (Pd). A parlare di un buon risultato è anche Renato Schifani, che assicura: «Forza Italia farà la sua parte. Noi ci saremo». Chi invece va all'attacco lancia in resta è il Movimento 5 Stelle: «Questa non è una legge elettorale, è una cloaca voluta da Renzi e Berlusconi - e sostenuta caldamente dalla Lega- con l'obiettivo di mettere all'angolo il M5S per continuare a spartirsi l'Italia». Anche Sinistra Italiana lancia l'affondo. «È una legge truffaldina e incostuituzionale» dice il capogruppo alla Camera, Giulio Marcon. Non è da meno Ignazio La Russa. Per Fratelli d'Italia, il Rosatellum bis è «una legge che sembra fatta apposta per aprire la strada a una cosiddetta "grosse koalition" che potremmo chiamare inciucio».©RIPRODUZIONE RISERVATA