Funzionari Est Sesia alla sbarra

MORTARAAnche la Regione Piemonte si costituisce parte civile nel processo contro i 18 funzionari del consorzio Est Sesia, ora sospesi dal lavoro, finiti a processo con l'accusa di aver gonfiato i rimborsi. Il 26 settembre gli imputati sono sfilati davanti al giudice del tribunale di Novara. Gli indagati erano 27, ora gli imputati sono rimasti 18, ma le indagini nel complesso hanno riguardato 38 persone e sono durate quattro anni. Tra gli imputati ci sono anche due lomellini, cioè la dirigente amministrativa vigevanese Luisa Lazzarini e Giorgio Massara, dirigente del servizio tecnico residente a Palestro. I capi d'accusa vanno dall'associazione a delinquere alla truffa aggravata fino al peculato. Secondo l'accusa, i 18 imputati avevano architettato un sistema per ottenere rimborsi pubblici, connessi a progetti e a opere irrigue, tra le quali il canale Regina Elena e il depuratore di Vigevano. Il problema, secondo i giudici, starebbe nel fatto che i rimborsi chiesti dai funzionari sarebbero molto maggiori di quelli spettanti loro. Le irregolarità sono state segnalate da alcune persone operanti all'interno al consorzio, dopo di che sono iniziate le intercettazioni da parte della procura, che hanno portato a formulare i capi d'accusa. Le richieste di rinvio a giudizio sono state avanzate dal sostituto procuratore Mario Andrigo. La prima udienza si è tenuta nel giugno scorso, mentre ieri è stata chiesta da parte della difesa l'estromissione delle parti civili cioè Regione Piemonte, Parco del Ticino e Consorzio Cav To-Mi. I difensori hanno annunciato però molte altre eccezioni, tra le quali quella secondo la quale il tribunale di Novara non sarebbe competente sulla vicenda. (a.bal.)