politica»i nodi
di Maria BerlinguerwROMANuova tegola sul Campidoglio. Il giorno dopo la richiesta di rinvio a giudizio della procura per Virginia Raggi l'Oref, l'organismo di revisione contabile, boccia il bilancio consolidato del Comune del 2016 soprattutto per i conti delle principali società municipalizzate. La giunta Raggi avrebbe scelto di ridurre il perimetro di consolidamento delle società partecipate, in testa Ama e Atac rispetto a quanto previsto dalla delibera in materia di consolidamento dell'ex commissario Francesco Paolo Tronca. Ma la bocciatura dell'Oref, la seconda dopo quella sul preventivo di dicembre, non cambia la tabella di marcia della Giunta. E poco dopo le 21 di ieri sera, al termine di una giornata convulsa, l'Assemblea capitolina ha approvato il bilancio: 27 i voti favorevoli e 5 i contrari. «Proseguiamo nell'opera di risanamento di Roma e della amministrazione capitolina», ha scritto su Fb il consigliere 5S Marco Terranova.«Il parere non è vincolante, all'Oref fanno politica», è stato ieri il mantra del M5S romano, impegnato a ricordare che il parere non è stato richiesto e che due revisori dell'Oref, tra cui la presidente dell'organismo, Federica Tiezzi, sono indagati per bancarotta. «Il garantismo del M5S vale solo per la Raggi?», domandano dal Pd chiedendo le dimissioni del sindaco non per l'eventuale rinvio a giudizio che potrebbe arrivare a dicembre, ma per manifesta incapacità a governare Roma. Quanto al bilancio «è vero, lo abbiamo ridotto rispetto alla delibera Tronca perché abbiamo utilizzato le possibilità offerte dalla legge in relazione al grado di attendibilità che noi ci aspettavamo rispetto alla due società Ama e Atac», ammette il neo assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, arrivato a Roma in prestito dalla giunta di Nogarin a Livorno. «Nessuno di noi si è permesso di dare un'impostazione politica del bilancio consolidato perché ha di per un'impostazione politica, serve per fare vedere i conti macroaggregati e quello che è successo rispetto al rendiconto», spiega l'assessore. «Noi usiamo un sistema di monitoraggio della partecipate unico, un software che era nato per il controllo dei bilanci delle partecipate e la Ragioneria capitolina lo ha utilizzato anche ai fini della realizzazione dei consolidati: gli altri Comuni non ce l'hanno», aggiunge l'assessore. Poi su Facebook cambia decisamente registro. E attacca. «Approveremo il bilancio consolidato, Oref fa politica, ma la nostra amministrazione non si farà fermare da chi approfitta del suo ruolo tecnico per esprimere giudizi che non gli competono: giunta e maggioranza M5S andranno avanti compatti per approvare il bilancio entro la scadenza di legge del 30 settembre», scrive l'uomo dei conti del Campidoglio. Durissimo anche il post del capogruppo M5S, Paolo Ferrara. «Secondo notizie stampa non smentite, la presidente dell'Oref è indagata a Rieti per bancarotta fraudolenta: non si vuole pensare male, ma il sospetto che l'Oref approfitti del suo compito per fare politica è legittimo», scrive Ferrara. «Anche un altro membro dell'Oref, Marco Raponi, risulta imputato per bancarotta fraudolenta, fatta salva la presunzione di innocenza farebbero bene a dimettersi», rincara la deputata Laura Castelli. I Cinquestelle inoltre sottolineano i legami di parentela della Tiezzi con il marito, ex assessore Udc. «Sono situazioni che a breve verranno chiarite e in cui mi trovo coinvolta senza alcun fondamento», dice però all'Ansa la presidente dell'Oref, Tiezzi.Si sfoga nell'Aula "Giulio Cesare" l'altro revisore. «Nel momento in cui il nostro parere non è favorevole alla proposta dell'amministrazione veniamo tacciati di essere politicizzati e di stare con questo o con quel partito. Non è mai successo», ricorda Raponi. «Il nostro parere è basato essenzialmente su dati contabili: abbiamo solo constatato che c'è quanto meno un saldo di circa 300 milioni di euro che non si sa a chi imputare: non si sa se sono reali o meno», aggiunge Raponi. Il conto economico del Comune si è chiuso con un positivo di 64,5 milioni, ma non ci sono i 293 milioni di debiti del consolidato imputabili alle società comunali. I conti non tornano.©RIPRODUZIONE RISERVATA