Nonnismo al Borromeo, oggi quattro studenti a processo
PAVIA Inizierà questa mattina il processo per violenza privata nei confronti di quattro dei cinque giovani accusati di atti di "nonnismo" all'interno del collegio Borromeo. Inizialmente la procura aveva indagato cinque studenti, ma uno di loro, difeso dall'avvocato Fabrizio Gnocchi, ha nel frattempo presentato richiesta di messa in prova, offrendosi per lavori di utilità sociale alla Casa del Giovane. Gli altri quattro, tre dei quali sono difesi dall'avvocato Orietta Stella, hanno scelto la via del dibattimento. La loro posizione è meno grave rispetto all'inizio delle indagini, nel senso che nel 2016 furono iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di sequestro di persona, successivamente riqualificata in quella, meno grave, di violenza privata. Non cambia, al di là della qualificazione giuridica, la sostanza delle contestazioni. I quattro imputati sono accusati di avere sottoposto le matricole del collegio a pratiche di "goliardia" decisamente sconfinate nell'ambito delle condotte penalmente rilevanti. In un caso - in base all'accusa - un ragazzo appena entrato in collegio (un "fagiolo" nel linguaggio della goliardia) venne chiuso dentro a un armadio e il mobile fu posto con le ante contro il muro, di modo che il ragazzo non avesse più la possibilità di uscire. Il giovane fu lasciato in queste condizioni e a causa di tale trattamento, ebbe un malore e perse i sensi. L'ex borromaico che ha chiesto la messa in prova, invece, è accusato di avere accostato la lama arroventata di un coltello all'occhio di una matricola e di avergli bruciato i peli di un braccio dopo avervi spruzzato sopra una sostanza alcolica. "Prove di coraggio" o riti di iniziazione alla goliardia che però, secondo i magistrati, sono penalmente perseguibili. (f.m.)