Da smaltire 6.300 tonnellate di rifiuti

di Roberto LodigianiwVOGHERAUna montagna di rifiuti, 6300 tonnellate secondo l'ultima stima di vigili del fuoco e proprietà (famiglia Zonca). Per smaltirla, ci vorranno un milione e 200mila euro, con una previsione al rialzo rispetto al costo iniziale valutato in 800mila euro. Queste le dimensioni del caso Recology, il capannone dismesso di via Lomellina dove da anni sono ammassati migliaia di metri cubi di materiale di scarto (materassi usati e 16 altre tipologie), al centro della riunione operativa svoltasi ieri mattina nella sala della Battaglia di Palazzo Gounela e coordinata dal sindaco Carlo Barbieri. Il mandato affidato, al termine, a Comune di Voghera e Provincia è stato quello di attuare tutte le misure e le iniziative necessarie per sbloccare lo stallo causato dalla procedura fallimentare ancora in corso, che impedisce, di fatto, l'accesso all'area e l'avvio della bonifica. «Il primo obiettivo deve essere necessariamente quello di ottenere la conclusione dell'iter nel più breve tempo possibile - ribadisce Barbieri - senza quel risultato, di fatto abbiamo tutti le mani legate». Il curatore Marziano Lavizzari, commercialista milanese, ieri non si è presentato in municipio, ma ha rassicurato per lettera sull'ormai imminente definizione della procedura.Le istituzioni sono decise a muoversi comunque. «Incontreremo il prefetto Visconti - puntualizza ancora il sindaco - per esporgli la situazione e concordare le mosse». Una road map per risolvere a tappe forzate l'emergenza ambientale di Medassino, da anni spina nel fianco che suscita paure e complica i rapporti tra l'amministrazione e la popolazione residente. «La questione è complessa - spiega Barbieri - basti pensare che l'intera Voghera produce 18mila tonnellate di immondizia. Una volta rimosso l'ostacolo del fallimento, verrà definito un protocollo che fisserà tempi e modalità dell'operazione». A favorirla, la disponibilità manifestata dagli Zonca (proprietari del capannone dei rifiuti, ma estranei alla gestione della ditta fallita, oggetto dell'interessamento dell'autorità giudiziaria per le presunte infiltrazioni della criminalità organizzata). Tra le ipotesi in campo, c'è sempre quella dell'acquisto dell'area da parte di Asm che poi si accollerebbe anche l'onere dello smaltimento. Serve tanto denaro, più di un milione da aggiungere ai 237mila euro della fidejussione già nelle casse di Piazza Italia. Ma ieri sarebbe stato raggiunto un principio di intesa anche su questo aspetto.©RIPRODUZIONE RISERVATA