Voleva festeggiare i 13 anni in discoteca
di Paolo Fizzarottie Adriano AgattiwBASTIDA PANCARANAOra che la 13enne è tornata a casa, dopo una fuga di 36 ore, inizia il momento delle spiegazioni e dei chiarimenti: anche con i carabinieri che l'hanno cercata in ogni dove. Intanto il Comune e la scuola si preparano a fare qualcosa, ciascuno nella sua sfera di competenza, per facilitare il rientro della ragazzina nella normalità. Ci sarà anche una "cerimonia" di bentornato alle scuole medie di Lungavilla. Maura (il nome è di fantasia) è ancora nella sua casa di Bastida, accudita dai familiari: tornerà in classe quasi sicuramente lunedì. I carabinieri della compagnia di Stradella hanno ricostruito la vicenda: non senza difficoltà, a causa delle reticenze, delle omissioni, e anche dei depistaggi messi in atto dai ragazzi coinvolti in vario modo nella vicenda. E' infatti ormai chiaro che alcuni adolescenti interrogati erano a conoscenza di dettagli che non hanno rivelato agli investigatori, impegnati nella ricerca della 13enne prima che accadesse l'irreparabile. Per ora non ci sono indagati e non sono state ravvisate ipotesi di reato: ma potrebbero esserci sviluppi nei prossimi giorni. In ogni caso sono quasi tutti sotto i 14 anni e quindi non punibili. In base a quanto è emerso, tutto è stato provocato dal fatto che la ragazzina voleva festeggiare il suo 13mo compleanno in discoteca: locali che, come è noto, si animano solo dopo la mezzanotte. Vista l'età, la mamma si è opposta e Maura ha deciso di scappare. Ha preso il treno da Voghera per Milano, ed è scesa a Rogoredo. Qui aveva appuntamento con la cugina, che abita a Rogoredo, e il fidanzato di lei. C'era anche un altro ragazzo, un albanese di 17 anni che abita in via Abbiati a Milano. Dopo avere trascorso alcune ore insieme, il gruppo si è sciolto e Maura è andata a casa del 17enne, che le aveva offerto ospitalità per la notte. In serata la notizia della scomparsa della 13enne è letteralmente divampata: anche perchè le cronache nelle ultime settimane hanno riportato notizie di adolescenti vittime di violenze e omicidi. La mamma, angosciata proprio per questo motivo, ha fatto anche un appello in diretta a «Chi l'ha visto?». A quel punto la ragazzina si è pentita e ha chiamato sua zia (la mamma della cugina con cui si era vista la mattina precedente) e si è fatta venire a prendere. «La aspettiamo a braccia aperte - afferma Miriam Paternicò, la dirigente scolastica di Bressana, da cui dipende Lungavilla - Il suo rientro a casa è la fine di un incubo non solo per la famiglia ma anche per la scuola, il personale docente e non docente, e gli alunni. Non nascondo che noi docenti eravamo molto preoccupati per una situazione piena di incognite e potenzialmente molto pericolosa. Anche i ragazzi hanno parlato della vicenda con gli insegnanti e ci sono sembrati più sereni. Abbiamo pensato di organizzare un momento di accoglienza, con i docenti e i ragazzi, per festeggiare il ritorno della studentessa a scuola, dove è molto bene inserita, e sottolineare il fatto che ci è mancata». «E' stato un momento difficile, ma per fortuna è passato - afferma Renata Martinotti, sindaco di Bastida - L'amministrazione comunale è vicina alla famiglia. Domani a mezzogiorno (oggi per chi legge) abbiamo chiesto ai genitori di venire in municipio per un incontro, allo scopo di esprimere la gioia della comunità per la felice soluzione di questa storia. In paese c'era grande preoccupazione, alcuni temevano il peggio. Se la famiglia ha bisogno di supporti per superare questo momento difficile, siamo pronti a collaborare».