La cella è troppo affollata il giudice riduce la pena
di Anna MangiarottiwPAVIAUno sconto di pena come risarcimento per i periodi (510 giorni complessivamente) di "inumana detenzione" nel carcere di Pavia, in una cella sovraffollata. Per un detenuto 55enne, che sta scontando una pena per reati contro il patrimonio, la sentenza emessa pochi giorni fa sancisce una riduzione di 51 giorni. Un giorno ogni dieci di reclusione, come stabiliscono le normative della Comunità europea recepite anche dallo Stato italiano.L'uomo ha scontato un primo periodo di reclusione fra gennaio 2011 e aprile 2014, è tornato in carcere nel dicembre 2014 e sta scontando una condanna che prevede la fine pena nel 2023. Assistito dagli avvocati Pierluigi Vittadini e Francesco Giordani, ha presentato ricorso al giudice di sorveglianza del tribunale di Pavia, in base ai parametri stabiliti dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, per ottenere un risarcimento segnalando condizioni di detenzione non conformi. «La normativa europea - sottolineano i legali - prevede fra l'altro che nelle celle ci sia uno spazio di almeno tre metri quadrati per ogni detenuto, sgombro da arredi e che ogni cella abbia un bagno, acqua calda e sufficiente illuminazione. Le adeguate condizioni di detenzione sono il presupposto per un effettivo recupero di chi ha commesso un reato». Condizioni che nel caso del 55enne «per quanto riguarda lo spazio, in alcuni periodi di permanenza nel carcere di Torre del Gallo non ci sono state, come ha riconosciuto la sentenza». In pratica, «in una cella grande abbastanza per due persone ne sono state collocate tre». Secondo i dati dell'associazione Antigone, che verifica le condizioni dei reclusi nelle carceri italiane, Torre del Gallo a Pavia ha avuto un sovraffollamento medio negli ultimi anni di 16 detenuti su 100. A fine agosto, su una capienza di 518 detenuti ne ospitava 661. «Avevamo chiesto un risarcimento economico, 8 euro per ogni giorno di detenzione non conforme - spiegano ancora i legali dell'uomo - Il giudice può però anche stabilire come risarcimento uno sconto di pena, una decisione alla quale non intendiamo opporci». ©RIPRODUZIONE RISERVATA