Razionati cibo e carbone, dal 1942 altre restrizioni

«Un rovescio spaventoso, vero diluvio, dopo un anno intero di quasi continua siccità - annota nel suo diario don Innocenzo Toccalino, parroco di Soriasco - L'acqua correva per le strade, trascinando valanghe di terreno, da poco seminati. Certi campi hanno sofferto gravemente». Pagine scritte negli ultimi giorni dell'ottobre 1945, ma che sembrano di stretta attualità. I disastri del nubifragio aggravano i problemi di un Oltrepo uscito stremato dal conflitto mondlale e dai venti terribili mesi dell'occupazione tedesca e della guerra civile. «Una vera inondazione l'ha sofferta Santa Maria della Versa - continua il don - dove si ebbero varie cantine inondate e rovinato tutto il vino nuovo nelle botti, trasportate piante, allagate le stanze a pian terreno. Da tre giorni i pompieri di Stradella stanno svuotando i locali invasi».PAVIAIn guerra i soldati pavesi muoiono, restano feriti o mutilati, vengono presi prigionieri. Ma sono durissime anche le condizioni di vita del fronte interno, per i civili rimasti a casa. Il razionamento di cibo, carbone e altri generi di prima necessità è una realtà con la quale ci si deve confrontare quotidianamente, a meno di non possedere i mezzi per rivolgersi alla borsa nera, che prospererà per l'intera durata del conflitto. Le razioni giornaliere vengono ulteriormente ridotte del 25% nella primavera 1942, con 150 grammi a testa di pane (300 agli addetti ai lavori pesanti), a causa del cattivo andamento del raccolto di cereali; tagliata anche la fornitura di carbon fossile, all'intera provincia vengono assegnati 100mila quintali, quantitativo che rappresenta meno di un sesto del fabbisogno normale e un terzo dei consumi invernali. L'impossibilità di riscaldare in modo adeguato gli edifici pubblici costringe le autorità a rinviare al 16 febbraio del '43 la riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia e a marzo cessa del tutto la distribuzione dei combustibili, ogni famiglia deve arrangiarsi come può per tirare avanti. A metà maggio scatta la precettazione di uomini e donne nel servizio del lavoro per il luglio successivo, il mese cruciale del crollo del fascismo, mentre su Pavia e gli altri centri principali cominciano i grandi bombardamenti aerei.