La dieta che aiuta a guarire nuova sfida del San Matteo
di Anna GhezziwPAVIAI malati di cancro sono spesso malnutriti e questo rende meno tollerabili le terapie, fa calare le possibilità di sopravvivenza. Così al San Matteo da qualche giorno ha aperto nel Day hospital oncologico l'ambulatorio di nutrizione oncologica, frutto del lavoro degli ultimi anni del direttore di Oncologia Paolo Pedrazzoli e del responsabile di Nutrizione clinica Riccardo Caccialanza. Spiegano Caccialanza e Pedrazzoli: «Nonostante le evidenze scientifiche, la valutazione e il supporto nutrizionale nelle strutture sanitarie e nell'assistenza domiciliare non sono ancora affiancate alla terapia come la terapia del dolore o il supporto psicologico. Inoltre è molto diffusa una pericolosa disinformazione sull'efficacia di ipotetiche diete ipocaloriche e ipoproteiche anti-cancro, non supportate da alcun dato clinico». «Il 20% dei pazienti oncologici - spiega Caccialanza - muoiono di malnutrizione. Occorre affrontare il discorso in maniera precoce ed efficace». Il nuovo ambulatorio consentirà di incrementare la disponibilità delle visite e ridurre i tempi di attesa: i pazienti potranno essere gestiti da oncologi e specialisti in nutrizione insieme. Ma perché i malati di cancro sono malnutriti? «Il tumore - spiega Caccialanza - produce effetti organici sia a livello di ingombro che metabolici. Il tumore tende a cibarsi del proprio ospite, ha effetti infiammatori che portano a deperire, c'è la tossicità di chemio e radioterapia. Non solo: proliferano delinquenti che fanno proseliti su digiuni e diete ipocaloriche anti tumore senza evidenze scientifiche». Infatti, spiega Caccialanza, «L'unica cosa provata è che se perdi il 5% del peso e il 3% della massa muscolare durante la terapia è più probabile sviluppare tossicità e dover sospendere prima le terapie. Così calano le probabilità di guarigione e di sopravvivenza». «La nutrizione in oncologia è un aspetto fondamentale - aggiunge Pedrazzoli -. Nel senso che spesso i pazienti oncologici sono malnutriti per gli effetti collaterali trattamenti, ma il paziente malnutrito fa più fatica a sostenere i trattamenti e quindi ha una prognosi peggiore rispetto a chi ha uno stato nutrizionale normale. Noi abbiamo stilato le linee guida italiane sulla nutrizione in oncologia grazie alla collaborazione con la Nutrizione clinica del dottor Caccialanza: vediamo miglioramenti evidenti, i pazienti che vengono corretti dal punto di vista nutrizionale affrontano meglio il percorso di terapia e vanno meglio dal punto di vista clinico». Il lavoro dei due specialisti supera i confini di Pavia: l'Associazione italiana di oncologia medica, la Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo e la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia hanno istituito un gruppo di lavoro congiunto coordinato dai due specialisti pavesi sulle problematiche nutrizionali dei pazienti oncologici proprio per migliorare la consapevolezza degli operatori sanitari sulla gestione della malnutrizione in Oncologia e integrare stabilmente il supporto nutrizionale nelle cure oncologiche. Così è nata la Carta dei diritti del paziente oncologico all'appropriato e tempestivo supporto nutrizionale curata da Caccialanza e Pedrazzoli: pubblicata sull'ultimo numero di "Supportive Care in Cancer" sottolinea l'importanza dello screening precoce dello stato nutrizionale, del sostegno anche psicologico e della corretta informazione dei malati. La Carta è stata presentata al Ministero dalla Salute per integrare il prossimo piano oncologico nazionale.