Scuole al via solo grazie a 300 supplenti
di Pier Angelo VincenziwPAVIAPrimo giorno di scuola per circa 63mila studenti della provincia di Pavia. Un ritorno in classe all'insegna dei supplenti che la legge 107 avrebbe dovuto far scomparire con un'immissione in ruolo senza precedenti. «Peccato che anche quest'anno - spiega Luigi Verde, responsabile della Uil scuola per la provincia di Pavia - la continuità didattica non possa essere garantita. In questi giorni i dirigenti scolastici dovranno attingere dalle graduatorie di istituto per colmare i vuoti d'organico. Siamo alle solite, alla solita improvvisazione con la scuola che subisce l'applicazione di norme che sembrano scritte da persone che ignorano i reali problemi di questo mondo. È così anche quest'anno scolastico comincia con una serie di criticità: dalla mancanza di insegnanti di sostegno alla penuria di professori delle materie scientifiche e di lingue». Quanto ai supplenti, Verde mette l'accento sul fatto che «saranno almeno 300, due terzi di sostegno, ma non si può escludere un numero totale anche superiore». Un numero tutt'altro che trascurabile se si considera che gli insegnanti, nella provincia di Pavia, sono 5.000, distribuiti su una sessantina di scuole in cui studiano 63.000 studenti di ogni ordine e grado. «Si ha la netta sensazione - dice ancora il sindacalista della Uil - che il Miur non abbia la più pallida idea di come affrontare la formazione degli insegnanti che devono fare questa scelta già all'università. E invece l'accesso a questa fondamentale professione è regolata da norme oscure e farraginose. Ma soprattutto, suscettibili di modifica da un anno all'altro. Qualcuno si ricorda le Ssis, le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario? Bene, funzionavamo, hanno sfornato ottimi docenti. Qualcuno mi spieghi allora perché, se non sbaglio dall'ultima sessione di prove nel 2010, sono state abolite. Questa confusione pregiudica la continuità didattica». Anche il collega della Cisl Stefano Granata non nasconde il proprio disappunto per i problemi che continuano ad affliggere il mondo della scuola: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) l'anno scolastico è iniziato per tutte le scuole di ogni ordine e grado - spiega il sindacalista - scuole che possono funzionare solo se vengono chiamati in servizio i supplenti. Mancano gli insegnanti di sostegno e quelli di matematica: nella nostra provincia gli insegnanti di sostegno formati, i concorsi non ne hanno abilitato un numero adeguato, sono una merce rara, così come lo sono i prof di mate e fisica. D'altro canto chi intraprende questi studi è poco invogliato a scegliere la carriera dell'insegnante a laurea conseguita». Le cattedre di matematica restano quindi vuote, ragion per cui bisogna chiamare i supplenti. Vanno bene anche i non abilitati pur di coprire i buchi in organico, pur di garantire il regolare svolgimento delle lezioni. Ma non sempre si riesce a trovare il prof in tempi brevi: lo scorso anno una cattedra di matematica è rimasta scoperta fino a dicembre.D'altronde, come hanno più volte rimarcato gli stessi sindacati, la penuria di professori nelle materie scientifiche è un segno dello svilimento della professione di insegnante. A cominciare dal trattamento economico: un prof neo assunto avrà una busta paga di 1.400 euro, a fine carriera arriva a malapena a 2.000. Nella vicina Spagna, un Paese per molti aspetti paragonabile all'Italia, un prof di liceo guadagna in media 10mila euro in più l'anno del suo collega italiano.