Cucine saccheggiate, in 27 a giudizio

di Fabrizio Merliw PAVIAAndranno a giudizio 27 dei 46 imputati per i furti di cibo nelle cucine del policlinico San Matteo. Altri 19 hanno chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali, e il giudice si è riservato di decidere. Ieri mattina, infatti, si è tenuta l'udienza di smistamento. Davanti al giudice, Luigi Riganti, i difensori delle 46 persone imputate di furto aggravato hanno presentato le loro richieste.Al termine dell'udienza è stata tracciata una specie di "road map" per giungere alla definizione di tutti i procedimenti. Così, dei 46 imputati, tra cuochi, vice cuochi dipendenti del San Matteo o di ditte esterne, in sette hanno chiesto di procedere con il rito abbreviato. In questo caso vi sarà la discussione in camera di consiglio e il giudice (ad occuparsene sarà lo stesso Riganti) prenderà visione dei filmati girati, all'interno delle cucine, grazie alle videocamere collocate dalla polizia. Il vantaggio per gli imputati è la certezza di uno sconto di pena di un terzo, in caso di condanna. Altri 5 imputati, invece, hanno scelto di patteggiare, mentre 15 affronteranno il dibattimento ordinario, evidentemente nella convinzione di poter dimostrare in aula la propria estraneità. Per tutti questi imputati, i processi sono stati fissati davanti a quattro giudici diversi per una questione di "economia processuale", probabilmente per evitare un maxi processo destinato a protrarsi per troppo tempo.In 19, infine, hanno chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali e, ieri mattina, i rispettivi difensori hanno ufficializzato le proposte di risarcimento alla fondazione San Matteo. Si tratta di cifre che arrivano, nel massimo, a 5mila euro. La parte civile, cioè il San Matteo rappresentato in giudizio dall'avvocato Alessandra Stefàno, ha espresso un parere negativo sulle offerte, ritenendole troppo basse. Ma il giudice (e anche in questo caso sarà Luigi Riganti a occuparsene) avrà l'ultima parola e ha fissato una nuova udienza, a fine ottobre, per pronunciarsi sull'accoglimento o meno delle richieste di affidamento. La scelta di chiedere la messa in prova per svolgere lavori socialmente utili presenta il vantaggio che, al termine del periodo previsto, in caso di relazione positiva, il reato viene dichiarato estinto. Per quanto riguarda abbreviati, patteggiamenti e giudizi con rito ordinario, le prime udienze sono state fissate tra il prossimo mese di ottobre e quello di novembre. I difensori, probabilmente, tenteranno di fare valere in udienza le sfumature di responsabilità tra le varie persone coinvolte nell'indagine. Sulla base delle investigazioni condotte dalla polizia, infatti, non tutti avrebbero abusato delle derrate alimentari del San Matteo allo stesso modo. C'era, in base alle accuse, chi saccheggiava sistematicamente le celle frigorifere e chi, invece, portava a casa generi alimentari che non erano consumati. All'inizio delle indagini, l'accusa formulata nei confronti delle 46 persone era stata quella di peculato, che avrebbe comportato, in caso di condanna, sentenze molto più severe. Poi, dopo avere appurato che nessuno degli indagati rivestiva il ruolo di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, l'imputazione era stata derubricata in quella di furto aggravato. E con tale accusa inizieranno i processi.