Viñales è in pole a Misano Dovizioso è subito dietro

Rafael Nadal e Kevin Anderson (foto) sono i due finalisti degli Us Open, a Flushing Meadows. Lo spagnolo, numero 1 del mondo, ha superato 4-6 6-0 6-3 6-2 in due ore e mezzo, l'argentino Juan Martin Del Potro, trionfatore nel 2009, tornato dopo 4 anni a giocare una semifinale Slam dopo aver fermato ai quarti Roger Federer, numero 3, impedendogli la possibilità di detronizzare Nadal. Il sudafricano, che agli ottavi aveva eliminato Paolo Lorenzi, ha sconfitto lo spagnolo Pablo Carreno Busta, n. 19: 4-6 7-5 6-3 6-4 in 2h54'. «Sono al settimo cielo, solo nove mesi fa mi dicevano che dovevo operarmi all'anca e ora sono in finale in uno dei tornei più importanti del mondo - ha dichiarato Anderson - Per me è come un sogno che si avvera, non ho ancora realizzato fino in fondo. Nel primo set lui mi faceva giocare tanti colpi e io ero teso, come penso lo fosse anche Pablo, è stata incredibilmente dura, poi ho trovato il giusto timing per spingere e vincere un incontro tanto importante. Voglio godermi questo momento».ALTO DE L'ANGLIRU (Spagna) La tappa regina della Vuelta va ad Alberto Contador, la corsa a Chris Froome. Il Pistolero si è imposto in solitaria nell'ultimo arrivo in salita. Seconda piazza per Poels, che ha scortato Froome nelle fasi finali della salita arrivando a 17'' dal vincitore. Vincenzo Nibali è andato in difficoltà nel finale ma, anche grazie a Pellizzotti, ha chiuso al sesto posto a 51'' da Contador, difendendo la seconda posizione. Sale invece sul terzo gradino Ilnur Zakarin, quarto a metà strada tra Nibali e Froome, a scapito di Wilco Kelderman, a cui non è bastato piazzarsi all'ottavo posto a 1'11'' dallo spagnolo che si ritirerà proprio al termine della Vuelta. In classifica generale Froome può contare su un vantaggio di 2'15'' su Nibali e di 2'51'' su Zakarin. Al quarto posto sale Contador, a 3'11'', con Kelderman che scende dalla terza alla quinta posizione. Oggi è in programma l'ultima tappa, la frazione pianeggiante di 117,6 km da Arroyomolinos a Madrid. Classifica: 1. Chris Froome (Gbr/Sky) 79h23'37''; 2. Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) a 2'15''; 3. Ilnur Zakarin (Russia/Katusha-Alpecin) a 2'51''; 4. Alberto Contador (Spa/Trek-Segafredo) a 3'11''; 5. Wilco Kelderman (Ola/Sunweb) a 3'15''.di Cristiano MarcacciwINVIATO A MISANO ADRIATICOLo spettacolo della MotoGp sopravvive agli infortuni e agli stop del campionissimo Valentino Rossi. E anche la Yamaha. Maverick Viñales e il proprio team fanno progressi rispetto alle ultime gare, riescono a riportare in equilibrio il posteriore della moto, che prima faceva le bizze nelle staccate più al limite impedendo al pilota di prendere bene la mira della corda, e si lasciano tutti alle spalle. Sarà il giovane Maverick a partire in pole position: questo il responso del turno di qualifiche, il cui finale ha riservato non poche emozioni, compresa la scivolata di Marc Marquez nell'impostazione dell'ultima curva del Carro.È di 162 millesimi il distacco fatto segnare dalla Ducati di Andrea Dovizioso, capoclassifica provvisorio del Mondiale. «Intanto - dice Desmodovi - ho già di che festeggiare. È la mia miglior qualifica della carriera a Misano. Siamo riusciti a indovinare la gomma giusta per cercare il tempo. Ho fatto un bel giro, anche se non perfetto». Soddisfatto l'ingegner Luigi Dall'Igna: «Il nostro obiettivo è sempre quello delle prime due file. Sarà una corsa tiratissima sino alla fine».Le Honda stanno spingendo al massimo, e in certi frangenti sia Marquez sia Daniel Pedrosa sembrano un po' "impiccati". Entrambi hanno assaggiato il contatto con l'asfalto. Il campione del mondo è caduto negli ultimi minuti delle qualifiche, al compagno di squadra era successo lo stesso nel turno di prove libere del mattino. Per el Cabroncito il terzo tempo a 35 millesimi da Dovizioso non è un brutto viatico per il Gp. «Sarò competitivo - promette -. Ho provato a centrare la pole con la gomma media, ma ho toccato con la ruota la riga bianca e la moto mi è sfuggita».Da Oscar la prestazione di Cal Crutchlow (Lcr Honda), quarto e primo tra i "privati". Corre con una protezione all'anulare della mano sinistra per la lesione al tendine causata da un coltello in un incidente domestico e la sua è una continua sfida anche al dolore. È un'impresa aver messo dietro il super stipendiato Jorge Lorenzo (con l'altra Ducati ufficiale), Johann Zarco (Yamaha Tech 3), Dani Pedrosa (Honda ufficiale) e Danilo Petrucci (Ducati Pramac), un po' ridimensionato rispetto al venerdì da leone. Chiudono la top ten Aleix Espargaro (Aprilia) e Alvaro Bautista (team Aspar), proveniente dalle Q1. Qualifiche da dimenticare per Andrea Iannone (Suzuki), solo ventunesimo e fuori dalle Q2.Il vento ha soffiato forte per tutto il giorno sul "Marco Simoncelli" e il tricolore ha ammantato Moto2 e Moto3. Tra le ex 250 Mattia Pasini è ben deciso a bissare il successo del Mugello e oggi scatterà dalla prima posizione. Dietro di lui Franco Morbidelli, al comando del Mondiale, e Dominique Aegerter. Nel raggruppamento delle ex 125, invece, zampata finale del "leoncino" Enea Bastianini, che ha prevalso su Jorge Martin e Joan Mir. Impressionante l'incidente che ha visto coinvolto all'uscita dell'ultima curva prima del rettilineo il belga Livio Loi, decollato dopo aver impattato contro la Ktm di Gabriel Rodrigo che gli era caduto davanti. L'impatto sull'asfalto gli ha procurato una frattura scomposta della clavicola sinistra. Oggi sarà operato, poteva andargli molto peggio.©RIPRODUZIONE RISERVATA