Vaccini, il Veneto si allinea Lorenzin "convince" Zaia
di Maria BerlinguerwROMANiente moratoria sui vaccini, il Veneto ci ripensa e si adegua alla normativa nazionale. Ma conferma il ricorso al Consiglio di Stato. Il braccio di ferro tra la Regione e il governo si è chiuso per ora con un dietrofront di Luca Zaia. Per frequentare asili e scuole i bimbi da 0 a 6 anni dovranno presentare i certificati vaccinali già a partire da quest'anno, come i loro coetanei di tutta Italia. È lo stesso Zaia ad annunciare su Facebook la decisione di sospendere «temporaneamente» la moratoria. Il Veneto ha chiesto che venga portato al Consiglio di Stato il quesito riguardo ai tempi per le iscrizioni dei non vaccinati da zero a sei anni negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia. Ma per evitare valanghe di ricorsi legali tra famiglie, Regione e Stato, per ora innesta la retromarcia e si adegua. Sconfessando anche il leader della Lega Matteo Salvini che si è schierato per la libertà di vaccinazione e contro l'obbligo «sovietico» dei dieci vaccini. «Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale», commenta il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, che aveva minacciato ricorso contro la Regione. «La legge è chiara e va rispettata», aggiunge la collega dell'Istruzione, Valeria Fedeli.Il decreto sulla moratoria era stato firmato dal direttore generale della sanità regionale, Domenico Mantoan, e prevedeva che le famiglie avessero tempo fino al 2019 per presentare alle scuole la documentazione necessaria. Zaia sul social network conferma che lo stesso responsabile della sanità regionale gli ha confermato di ritenere possibile la dilazione fino al 2019. L'esecutivo però era già al lavoro per impugnare il decreto Mantoan. Il dietrofront per ora azzera i ricorsi. Del resto anche nel centrodestra le decisione di Zaia aveva spiazzato gli alleati. Forza Italia aveva chiesto al governatore di ripensarci. E Roberto Maroni, presidente leghista della Lombardia, non aveva seguito Zaia nella battaglia contro l'obbligatorietà dei vaccini. «Qualcuno sta continuando a giocare sporco su un tema, quello dei vaccini, che dovrebbe essere affidato alla scienza, non alle divisioni di partito», commenta Il segretario del Pd, Matteo Renzi. Ora la parola passa al Consiglio di Stato.In mattinata, prima che Zaia annunciasse la sospensione, erano intervenuti l'Ordine nazionale dei medici e quello di Venezia. «Non possiamo permetterci coperture a macchia di leopardo, l'85% su un territorio, il 95% su quello vicino perché questo ci esporrebbe al rischio di epidemie», avvisano i medici. «La crisi di fiducia negli avvertimenti degli esperti è ormai oltre il livello di guardia, arrivando a mettere a repentaglio la propria salute o quella dei propri cari perché si ritengono più affidabili i risultati di una ricerca online. E' una patologia pericolosa» ammonisce Pietro Grasso.©RIPRODUZIONE RISERVATA