Sicurezza, mancano i fondi Sport Exhibition a rischio

di Fabrizio Merliw PAVIAIl Coni non è in grado di garantire l'applicazione puntuale delle nuove norme di sicurezza anti-terrorismo alla prossima edizione di Sport exhibition. Per questo la rassegna, per come la si conosce dal 1998, quest'anno non si svolgerà. O meglio, non vi saranno a Pavia le classiche giornate organizzate davanti al PalaTreves (o, in passato, al castello) con l'allestimento degli stand dedicati alle varie discipline sportive. Anche se il Comune sta lavorando per tentare di trovare una soluzione in extremis e per venerdì è già fissato un incontro tra il delegato provinciale Coni, Luciano Cremonesi e l'assessore allo sport, Giuliano Ruffinazzi.«Vi sono una serie di problemi - spiega Cremonesi - di fronte ai quali, come organismo composto da volontari, il Coni non può fare nulla se vuole applicare e rispettare sino in fondo le normative. La sicurezza è uno degli aspetti di queste problematicità». Il riferimento è alla cosiddetta "circolare Gabrielli". All'indomani dei tragici fatti di piazza San Carlo a Torino, dove vi furono centinaia di feriti in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, il capo della polizia, Franco Gabrielli, in accordo con il ministro dell'Interno, Marco Minniti, diramò una circolare che fissò requisiti di sicurezza molto più serrati per l'organizzazione di qualsiasi evento pubblico che vedesse la presenza di molte persone. Le misure sono elencate in maniera puntuale: si parla di dispositivi "contapersone" che controllino l'afflusso di spettatori, di steward che gestiscano i flussi di folla tra i vari settori, addirittura la possibilità di effettuare controlli puntuali con i metal detector. Se una parte di quesrti interventi sono a carico dei Comuni o delle forze dell'ordine, molti altri riguardano gli organizzatori. E la legge non ammette deroghe: o si applicano le misure preventive o la manifestazione non viene autorizzata.«Ma noi - prosegue Cremonesi - come possiamo sobbarcarci l'onere di trovare steward da mettere ai varchi, di organizzare un'area di prefiltraggio, di verificare il contenuto di borse e zainetti. Per noi Sport Exhibition è sempre stata una festa, con tanti bambini appassionati di sport. Fare una festa "blindata" non avrebbe alcun significato e, d'altro canto, noi siamo tenuti ad applicare la legge». La soluzione trovata dal responsabile Coni è di evitare le giornate "concentrate" nella città di Pavia e realizzare un'edizione più "diffusa". «Sport Exhibition si farà lo stesso - conclude Luciano Cremonesi - ma in un modo differente. Andremo nelle scuole e dove si fa sport anche nei paesi più piccoli della Lomellina o nei Comuni più remoti dell'alto Oltrepo. Utilizzeremo i campetti da calcio o da basket, le piscine e le strutture esistenti per diffondere tra i più giovani l'amore per le varie discipline sportive».Certo, se al marchio Sport Exhibition si associa la quattro giorni di bambini che sperimentano il canottaggio o il basket alla presenza di qualche campione e davanti al PalaTreves, allora la manifestazione non si terrà. A meno che, nel confronto tra il Coni e il Comune di Pavia non si trovi una soluzione. «Per venerdì - dice l'assessore allo sport, Giuliano Ruffinazzi - ho in agenda un incontro con i vertici del Coni per discutere proprio di questo tema. È chiaro che dovrò ascoltare le loro richieste prima di formulare qualsiasi tipo di risposta. Il Comune, come accade ormai da anni, aveva messo a disposizione gli spazi ed è disponibile a collaborare con un contributo alla riuscita dell'iniziativa. Ma l'organizzazione è sempre stata a carico del Coni. Se i problemi si potranno risolvere con le disponibilità del Comune, saremo ben lieti di mettere a disposizione uomini e risorse perchè anche quest'anno si ripeta una delle manifestazioni più seguite e più significative dello sport pavese. Ma se al Comune fossero fatte richieste non sostenibili, non credo che potremo fare molto. Per questo, prima di esprimermi in qualsiasi senso, vorrei parlare con i vertici del Coni».