Dovizioso dalla A alla Z Amicizie, frasi celebri e una carriera in crescita

di Mauro CornoAndrea Dovizioso dalla A alla Z . Un breve dizionario per conoscere meglio il leader del Mondiale delle MotoGp, attraverso il suo pensiero ma anche grazie alle parole dei suoi rivali. Amici. Andrea è esplicito: «Impossibile averne in questo ambiente. Se vai male non ti chiama nessuno, se vai bene si fa festa dopo l'arrivo e finisce lì. I soli amici che ho sono i cinque o sei ragazzi che mi sostengono sempre». Biaggi. Già a marzo, dopo la prima gara, Max ha capito che Dovizioso avrebbe potuto dire la propria: «L'ho visto rinvigorito, consistente e molto veloce in qualunque condizione sulla sua Ducati». Catalogna. Nel 2006, su Honda, vi ha vinto il suo primo Gp nella classe 250, davanti a Jorge Lorenzo e al sammarinese Alex De Angelis. E quest'anno, al decimo tentativo, ce l'ha fatta nelle MotoGp. Ducati. Dal 2013 corre per la Casa di Borgo Panigale. Che quest'anno gli verserà un milione e mezzo di euro contro i 12 e mezzo percepiti da Jorge Lorenzo. Errori. Al termine del Gp della Repubblica Ceca, il 6 agosto, Andrea era deluso per il sesto posto. «Ne abbiamo commessi tanti, di errori, io e il team. Quando ti giochi un Mondiale è un problema». Forlimpopoli. È la cittadina in provincia di Forlì-Cesena in cui è nato il 23 marzo 1986. Si contende la palma di persona più importante del luogo con il celebre scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi (1820-1911). Anche il nazionale italiano di basket Daniel Hackett è di Forlimpopoli. Gran premi. Nel Motomondiale, ne ha corsi 270, vincendone 15, di cui sei in MotoGp. Nel 2004, quando ha vinto il Mondiale 125, ha trionfato quattro volte. Cinque le vittorie in 250. Hayden. Lo sfortunato Nicky ha diviso con lui il box Ducati nel 2013. «È stato un ottimo compagno di squadra, ho bellissimi ricordi di lui. Tutti gli volevamo bene e ci mancherà molto», ha detto Andrea il 22 maggio, il giorno del decesso dello statunitense. Iannone. Tra i due Andrea il rapporto non è mai stato idilliaco e si è incrinato nel maggio 2016 quando l'abruzzese si è fatto fotografare con aria dolente a mimare i dolori al collo accusati al Mugello dal romagnolo. Che a fine anno lo ha congedato così. «Non mi mancherà. Non ha rispetto» . Lorenzo. «Jorge pensa molto a sé, solo a sé, è egoista, ma è giusto così, perché pensando a sé non interferisce nel mio lavoro. È perfetto, anche perché è una persona molto rispettosa e serena, come ha dimostrato venendo sotto il podio dopo le mie vittorie» : Dovizioso ha fotografato così la convivenza con il maiorchino. Melandri. Macio lo vede in crescita. «Andrea ha una fiducia in se stesso e nella moto mai viste prima, si permette di fare cose che prima nemmeno osava, specie nel corpo a corpo» . Numero. A inizio carriera utilizzava il 34, lo stesso di Kevin Schwantz, campione del mondo delle 500 nel 1993. Lo ha mantenuto fino al 2007 in 250. Con il passaggio nella classe regina è passato al 4.Olanda. Al termine del Gp di Assen, il 25 giugno, grazie al quinto posto si è trovato per la prima volta in testa alla classifica delle MotoGp. Comando ceduto a Marc Marquez e poi ripreso a Silverstone. Papà. Il padre si chiama Antonio, nato in Sicilia e da piccolo trasferito in Romagna. Anche Andrea è papà. Di Sara, otto anni a dicembre. Quote. I bookmaker gli hanno dato davvero poca fiducia. Basti pensare che, dopo i primi test 2017, alcune case di scommesse proponevano il suo successo nel Mondiale a 25/1. Gli venivano preferiti Marc Marquez, Maverick Viñales, Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e anche Dani Pedrosa. Rossi. «Il Dovi un pochino mi ha stupito, però ha sempre avuto una grandissima dedizione al lavoro e anche molto talento. Ora sembra essere arrivato il suo momento» ha detto Valentino a Silverstone. «Non correrei mai in squadra con Rossi. Non c'è spazio per nessuno al suo fianco, è uno che si prende e ti prende tutto» raccontò Dovizioso nel 2011. Non sono amici, ma alla fine si stimano. Simoncelli. Dovi e Sic non andavano d'accordo. «Io e Marco siamo stati sempre avversari - ha ricordato Andrea -. Lui aveva un anno in meno e ci siamo scornati a lungo anche perché eravamo molto diversi, non ci prendevamo troppo. C'era tanta rivalità a livello sportivo che ci ha portato ai risultati che abbiamo ottenuto entrambi» . Ten bota. Può essere considerato il suo motto e se l'è anche tatuato. In romagnolo significa "Tieni duro" o "Non mollare mai" . Umiltà. È una caratteristica che tutti gli riconoscono. «Lontano dai circuiti la mia è una vita normalissima - ha spiegato -. Anche quando arriva il successo, uno cambia solo se vuole cambiare». Valentina. È il nome della sorella. La madre si chiama Anna. La fidanzata è Alessandra (Rossi). Con Denise, ex compagna e madre della piccola Sara, i rapporti sono buoni. Zero. I punti conquistati in Argentina, quando è caduto dopo un contatto con Aleix Espargaro (Aprilia). L'unica volta, quest'anno, in cui è tornato a casa a mani vuote. ©RIPRODUZIONE RISERVATA