Lacchiarella, inizia l'ultima bonifica dell'area ex Omar
di Giovanni ScarpawCASORATEEx, Omar, inizia l'ultimo atto della bonifica. Entro novembre, si concluderà anche il secondo lotto dell'intervento, a circa vent'anni dall'inizio dell'opera di recupero del terreno. E non è l'unica buona notizia. La Corman, azienda leader nel campo dei prodotti medicali di Lacchiarella, progetta di realizzare un ampliamento a bonifica terminata proprio nell'area dell'ex raffineria. Gli interventi del primo lotto dell'area ex Omar sono stati avviati a luglio di due anni fa. La bonifica ha previsto lo scavo, l'asportazione e lo smaltimento degli ultimi terreni contaminati. Un lavoro lungo e difficile, ora quasi giunto al termine. «Entro novembre si conclude finalmente l'operazione anche del secondo lotto e sono davvero soddisfatta di questo importante traguardo raggiunto perchè è un'area che finalmente può tornare a vivere dopo circa vent'anni» spiega la sindaca, Antonella Violi. La vicenda dell'ex Omar è infatti la storia di uno dei più grossi disastri ambientali della Lombardia. Tutto iniziò a metà anni Ottanta, quando a Lacchiarella l'imprenditore Andrea Rossi installò il ciclo produttivo della Petroldragon nell'area dell'ex raffineria con l'idea di trasformare i rifiuti in petrolio. Ben presto il procedimento si rivelò inefficace, lasciando dietro di sè un inquinamento di proporzioni gigantesche e anni di procedimenti giudiziari a carico dell'imprenditore/inventore, peraltro alla fine assolto «perchè il fatto non sussiste» dalla maggior parte delle accuse, fra cui associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di rifiuti tossico-nocivi. Sussiste invece la cifra iperbolica servita negli anni a seguire per recuperare il terreno inquinato fino ad oggi. Era il 1996 quando, venne deciso il primo atto della bonifica dell'ex fabbrica di Lacchiarella . Un costo che, negli anni, è lievitato toccando la cifra record di oltre 39 milioni di euro (messi dalla Regione) per recuperare e smaltire circa 60 mila tonnellate di rifiuti tossico nocivi contenute in oltre 100 serbatoi. «La Regione Lombardia ha collaborato in maniera importante con l'amministrazione per risolvere un problema ventennale - prosegue la Violi -. La vendita di quell'area, attraverso un bando pubblico, consentirà di acquisire risorse che la Regione Lombardia può destinare a nuove e ulteriori bonifiche in altri territori lombardi. Ma la soddisfazione più grande, in questo momento è che in quell'area si stanno già vedendo i semi della rinascita grazie ad una importante azienda locale, la Corman, che sta completando la realizzazione di un grande complesso industriale, sperando che altre società possano seguire presto il suo esempio».