Aiuto alla manovra Ma le risorse sono ancora poche

Nelle sue stime di inizio anno, il governo è stato stavolta davvero prudente, tanto che, nella Nota di aggiornamento al Def attesa per fine settembre, i numeri sul Pil di quest'anno e del prossimo non potranno che aumentare, alla luce degli ultimi dati sull'andamento dell'economia e delle stime in rialzo in arrivo praticamente da ogni istituto o agenzia di previsione, ultima Moody's. Qualsiasi sia il numero finale, che qualcuno - come il viceministro dell'Economia, Enrico Morando (foto) - non esclude possa essere persino +1,5% nel 2017, la modifica del Pil porterà a un aggiustamento dell'intero quadro macroeconomico e quindi, con ogni probabilità, anche dell'importo complessivo della manovra per il prossimo anno. Il nuovo livello del deficit che il governo fisserà nella Nota al Def risentirà di un doppio impatto: la crescita superiore alle aspettative da un lato e lo sconto sull'aggiustamento di fatto già accordato all'Italia dall'Unione europea (da +0,8% a +0,3%) dall'altro. Grazie all'opera di convincimento della diplomazia italiana a Bruxelles, capitanata da Pier Carlo Padoan, e all'effetto strutturale della manovra correttiva di aprile, da un maxi impatto di circa 20 miliardi previsto fino a quest'inverno, si scende così verso i 6-7 miliardi, che forse, con una crescita davvero più robusta e con un'inflazione un po' più alta, potrebbero diminuire ancora un po', allargando quindi le strette maglie per gli interventi da inserire nella legge di bilancio. Le priorità, come indicato, sono legate al lavoro dei giovani, alla lotta alla povertà, al rilancio degli investimenti. Ma sul tappeto c'è anche il rinnovo del contratto degli statali, con aumenti medi già concordati di 85 euro, e forse una sorta di ammorbidimento sul fronte pensioni.