Professori in sciopero saltano i primi esami
di Pier Angelo VincenziwPAVIADue mesi di caos annunciato per lo sciopero dei professori universitari, che riguarda solo il primo appello della sessione autunnale, contro il blocco degli stipendi e degli scatti di anzianità. Uno sciopero, quello cominciato ieri e che si protrarrà fino al 31 ottobre, che interessa potenzialmente tutti i docenti dell'ateneo pavese: 910 professori, di cui 232 ordinari, 371 associati e 307 ricercatori per 22mila studenti. I primi disagi sono stati registrati ieri, «anche se - spiega il docente di bioingegneria Giovanni Magenes che ha deciso di aderire allo sciopero - dei sette studenti che avevano un appello con me oggi (ieri per chi legge) quattro sapevano che non avrebbero potuto sostenere l'esame, i tre che sono riuscito a contattare li ho poi incontrati personalmente. Ho 150 studenti, i sette che non hanno sostenuto l'appello lo potranno recuperare in settembre senza alcun problema». Sono 47 i professori dell'ateneo pavese che hanno deciso di aderire alla lettera del Movimento per la dignità della docenza universitaria, ma «i firmatari della lettera non coincidono necessariamente - spiega il pro rettore alla didattica Stefano Govoni - con i docenti che incroceranno le braccia. Potrebbero essere di più ma anche di meno. Dal momento che per i docenti non c'è l'obbligo di comunicare prima la loro intenzione riguardo allo sciopero, si avrà un quadro completo solo al 31 ottobre, al termine appunto dello sciopero. Se ho scioperato? Vi sono delle questioni condivisibili, ma ho deciso di non farlo per il mio ruolo di pro rettore». Non ha scioperato anche il docente di ingegneria, e delegato al terzo settore, Francesco Svelto: «Le ragioni del malcontento sono reali, ma ho delle perplessità riguardo questo strumento di lotta». Non incrocia le braccia Giovanni Cordini, presidente dell'Adrat, Associazione docenti ricercatori ateneo ticinense: «Nessun sindacato o associazione ha aderito allo sciopero».