Moda e viaggi, l'amore per l'Italia
di Cristina Cucciniello wROMALady Diana Spencer, principessa del Galles, manca da venti anni, dalla notte dell'incidente automobilistico in cui perse la vita a Parigi, nel tunnel del Pont de l'Alma, divenuto poi simbolo di una storia personale - e d'amore: quella di Diana con l'allora suo compagno, l'imprenditore Dodi Al-Fayed - finita male. «Lo seppi da mio marito: da giornalista, lo aveva letto durante la notte sui lanci di agenzia stampa. Erano le sei di mattina e io rimasi basita», racconta Marina Minelli, giornalista e scrittrice esperta di case reali, autrice del blog www.altezzareale.com e della guida "Sulle tracce di Lady Diana-15 itinerari a Londra e dintorni nei luoghi della Principessa di Galles", in uscita per Amazon Kdp ed Edizioni AltezzaReale.com.«In quelle ore si pensava vi fosse una responsabilità dei giornalisti che seguivano l'automobile dei due innamorati, nella dinamica dell'incidente: mi colpì che perfino il quotidiano "l'Unità" fosse arrivato a titolare "Scusaci, Diana". Se fosse accaduto oggi, probabilmente avremmo utilizzato l'hashtag #DianaKilled, perché la concitazione del momento ci avrebbe portato a crederlo un assassinio, come tuttora molte teorie cospirazioniste sostengono. In realtà, negli anni, si è compreso che fu una fatalità», spiega la Minelli. «In realtà, Diana non era una Cenerentola. Proveniva da una famiglia di antico lignaggio, ma aveva vissuto lontano dalla corte - sottolinea Marina Minelli - i suoi modi, le sue campagne umanitarie, l'amicizia con personaggi celebri - da Madre Teresa ad Elton John - ne avevano fatto un'icona popolare. Oggi sarebbe una celebrità su Instagram». «Di lei, a noi italiani resta il ricordo del suo viaggio nel nostro Paese, accanto a Carlo, ospite dei Frescobaldi a Firenze, e la passione per la moda: dagli abiti Versace alle scarpe Tod's. E quell'ultima estate trascorsa lungo le coste della Sardegna, prima di recarsi a Parigi con il compagno Dodi», ricorda la Minelli. Tracce di una favola del secolo scorso che i nostalgici potranno ritrovare in due esposizioni: la raccolta fotografica "Lady Diana. Uno spirito libero", presso la Reggia di Venaria Reale, fino al prossimo 28 gennaio, e la mostra di ceramiche commemorative "Un tè con Elisabetta II", presso il museo "Glauco Lombardi" di Parma, fino al prossimo 24 settembre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA