Odori di raffineria e fanghi «A Sannazzaro si soffoca»
SANNAZZARO «Stiamo cercando di capire cosa non funziona. Ci stiamo muovendo per rimuovere un problema che non è solo olfattivi ma anche sanitario», così commenta l'assessore Paolo Montanari di fronte alle proteste arrivate anche l'altro giorno in municipio da parte di cittadini che lamentavano l'ennesimo caso di odori fastidiosi in diverse zone di Sannazzaro. «Cercheremo di capire meglio cosa stia accadendo», aggiunge Montanari nell'ammettere che, da diverse sere, in questo agosto particolarmente torrido, sono almeno due i tipi di emissioni che determinano pesanti disagi. L'altra sera di nuovo sono stati avvertiti miasmi determinati dall'uso o da spargimento di fanghi in campagna; dopo mezzanotte in molti sono stati costretti a chiudere le finestre di casa per evitare che l'ormai consueto odore acre di benzene o benzolo entrasse nelle stanze da letto, emissioni prodotte quasi certamente dalla raffineria Eni.«Un vero problema - dice il presidente di Legambiente-L'Airone Gaspare Amari -. Occorre che le istituzioni facciano pesantemente sentire le loro voci. Se fosse il caso potremmo promuovere attraverso il Movimento consumatori una class action per il diritto alla salute». Intanto c'è chi ipotizza di voler rivedere con Arpa e Regione i sistemi di registrazione dei dati delle analisi quotidiane sull'aria.Proprio Paolo Montanari aveva già detto: «L'Arpa comunica il dato ambientale facendo la media quotidiana delle emissioni. Lo fa da decenni, ma il metodo è improprio e potrebbe falsare la realtà».In effetti la media giornaliera abbasserebbe il risultato ottenuto nelle 24 ore; eventuali "picchi" di emissioni verrebbero compensati e non evidenziati dalle ore in cui i livelli sono bassi. In pratica, come ammettono diversi cittadini anche su Facebook «sarebbe utile conoscere il dettaglio ora per ora, notte compresa, e verificare se alle emissioni corrispondano i picchi riscontrati». E Serenella Mura dal Comune confinante di Ferrera: «Quasi tutte le sere è così. Si aprono le finestre e, dopo soli pochi attimi, si è costretti a sigillarsi in casa».Infine Sabrina Pastrello del Comitato No Discarica: «Oltre ai commenti, dovremmo fare qualcosa in più come esposti, petizioni ed invitare la regione Lombardia ad adottare un nuovo sistema di monitoraggio».Paolo Calvi