Il rogo della pineta vicino al rifugio «Abbiamo paura»

di Paolo FizzarottiwBRALLO DI PREGOLA«Questa notte l'incendio è arrivato vicinissimo al rifugio, saranno stati non più di un centinaio di metri. Sono quattro giorni che brucia, e le fiamme si avvicinano sempre di più alla casa. Ora abbiamo paura anche per la nostra incolumità». A parlare è Roberto Bassini, che abita con la famiglia al Rifugio Nassano, nel comune del Brallo. La struttura, che si trova in via Case Sparse alla Cima Colletta, appartiene al Club Alpino Italiano ed è gestita dai suoi familiari. «Anche stavolta siamo stati salvati dai soliti eroi: vigili del fuoco che intervengono anche se i boschi non sarebbero di loro competenza, le squadre della comunità montana e della protezione civile. Quello che mi meraviglia è che qui non si è visto nessuno del Cai, che pure è il proprietario della struttura. Neppure una telefonata per chiedere se il rifugio è ancora in piedi. Noi siamo qui da 35 anni, e un incendio di questa gravità si è verificato solo nel 1994. Anzi, devo dire che quest'anno il rogo si sta comportando esattamente come nel 1994: sta seguendo le stesse linee e modalità. Sembra strano che si tratti di una coincidenza. C'è anche un particolare «naturale» che aiuta il propagarsi delle fiamme. All'interno tronchi uccisi dal calore del 1994, ma rimasti sul terreno, si formano sacche di gas di decomposizione, che prendono fuoco quando gli alberi abbattuti vengono nuovamente toccati dalle fiamme». Anche stavolta, come nel 1994, l'incendio è stato appiccato intenzionalmente, da piromani. Il rogo brucia da martedì. Solo di costi vivi, per le operazioni di spegnimento (uomini, mezzi, materiali, voli dell'elicottero antincendio) il conto supera già i 50 mila euro da martedì. Il danno ambientale, praticamente irreversibile, è invece incalcolabile. Serviranno decenni per tornare al paesaggio originario. Per gli oltre 100 uomini che si sono alternati da martedì a ieri risulta veramente complicato riuscire a spegnere definitivamente le fiamme che continuano a riaccendersi in punti diversi tra le località di Barostro, Valformosa e Cima Colletta per siccità e vento. L'incendio ha devastato ormai 50 ettari tra bosco e sottobosco. «Per facilitare l'accesso ai boschi ai volontari della protezione civile, i vigili del fuoco e di tutte le forze che sono scese sul campo bisognerebbe intervenire con la pulizia e la riqualificazione dei sentieri - spiega il vice sindaco del Brallo, Fabio Tagliani - Con questi interventi si eviterebbe di dover ricorrere sempre all'utilizzo degli elicotteri».(ha collaborato Mattia Tanzi)