Stradella, Città del libro base logistica Mondadori
STRADELLA La Mondadori sbarca alla "Città del Libro". Merito di un accordo stipulato tra la Ceva Logistics, che gestisce la logistica di Stradella, attiva dal 2010 esclusivamente nel settore dei libri, e il colosso editoriale milanese. Grazie a questa operazione il Gruppo Mondadori, con un contratto esclusivo di nove anni, vende a Ceva i rami "Mondadori Libri", "Mondadori Retail" e "Rizzoli", con cui collaborava già prima. L'accordo, inoltre, prevede la gestione, da parte della Ceva, dei magazzini Mondadori di Verona e Rimini, che andranno ad aggiungersi alla "Città del Libro" di Stradella, che resta la più grande con 100 mila metri quadri occupati, creando un «triangolo dell'editoria» nel Nord Italia.«Abbiamo fatto un importante passo in avanti per dare slancio al business - commenta Christophe Poitrineau, vicepresidente esecutivo di Ceva Logistics Italia -. Ci concentreremo sull'integrazione della logistica di tutte le divisioni di Mondadori con i programmi innovativi per offrire un servizio più veloce e flessibile ai clienti». «Abbiamo sviluppato un pacchetto completo di strumenti di gestione delle risorse per consentire un veloce inserimento ai nuovi membri del team - aggiunge Alberto Scagnetti, direttore dell'area logistica di Ceva Italia - e stiamo proseguendo con l'integrazione dei programmi affinché il gruppo Mondadori possa beneficiare della presa in carico di tutte le attività logistiche da parte di Ceva». L'operazione porterà benefici anche al magazzino di Stradella, dove sono impiegate circa 400 persone, visto che il lavoro non sarà più legato solo alla stagionalità dei libri scolastici, ma sarà costante tutto l'anno.«Sicuramente l'attività a Stradella aumenterà gradualmente - assicura Massimo Colognese, segretario provinciale della Filt-Cgil -. In prospettiva potrebbero esserci nuove assunzioni, ma è presto per fare previsioni». Il sindacato, comunque, controllerà le operazioni nella speranza che si riesca ad ampliare tra i lavoratori l'applicazione del contratto nazionale. Nessuna novità, invece, sul fronte delle indagini della Guardia di Finanza e dell'Ispettorato del lavoro, dopo la denuncia della Cgil, in aprile, di un'agenzia interinale romena che, dentro la Ceva, obbligava i lavoratori a firmare contratti in lingua e valuta straniera: nelle scorse settimane le Fiamme Gialle avevano effettuato un nuovo sopralluogo nel magazzino, interrogando i lavoratori, ma sul caso, a parte l'allontanamento dell'agenzia romena, non sono ancora emersi sviluppi. Oliviero Maggi