Medicina, bocciate 8 scuole di specialità

di Anna GhezziwPAVIASono pavesi otto delle 135 scuole di specializzazione italiane bocciate dall'Osservatorio Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica guidato dall'endocrinologo di Padova Roberto Vettor. Sono la scuola di medicina termale, quella di genetica medica, di patologia clinica e biochimica clinica, statistica sanitaria e biometria, chirurgia toracica, chirurgia vascolare, urologia, dermatologia e venereologia, i loro nomi sono contenuti in un dossier che in questi giorni è al vaglio al Ministero della Salute. Attualmente nulla di ufficiale, dunque, come confermano anche il Miur e l'ateneo pavese: «Non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali» spiega Dahlia Carnevale, responsabile del servizio Sanità e didattica medica dell'università di Pavia. «L'elenco non è un documento ufficiale del ministero - spiega il preside di Medicina Maurizio Montecucco - quindi non può essere considerato definitivo. Per almeno un paio di nostre scuole il giudizio mi pare sorprendente, ma attendiamo le motivazioni». A Pavia le scuole di specialità medica sono oltre 40, in Italia 1433. Per quanto riguarda Pavia l'elenco delle 8 scuole che l'Osservatorio esclude dall'accreditamento va ad aggiungersi a quello delle scuole sulle quali l'Osservatorio aveva espresso riserva, comunicandolo ai direttori, e che La Provincia Pavese aveva pubblicato il 6 agosto: neurologia, ortopedia, oculistica, nefrologia, neuropsichiatria infantile, radiologia e medicina del lavoro. In quel caso la bocciatura riguardava solo uno dei quattro indicatori, la performance formativa, che ha a che fare con il numero di docenti afferenti al settore disciplinare di ciascuna scuola. La proposta di esclusione delle 135 scuole in Italia nasce invece dal «combinato disposto di più parametri negativi» come l'assenza di spazi adeguati e laboratori specifici nelle sedi universitarie, la mancata garanzia di standard assistenziali negli ospedali dove viene svolto il tirocinio e indicatori di performance per l'attività scientifica dei docenti non soddisfacenti. I pareri dell'Osservatorio non sono né vincolanti né definitivi e i ministeri della Salute e dell'Istruzione devono pronunciarsi sulla possibilità di dare alle scuole bocciate due anni di tempo per adeguarsi senza sospendere i corsi oppure escluderle. Intanto il bando di concorso si fa attendere e gli aspiranti specializzandi che si sono laureati l'anno scorso fremono: i corsi, probabilmente, non potranno cominciare a novembre. Il concorso, infatti, era stato fissato per il 19 ottobre ma il bando doveva uscire almeno 60 giorni prima, il 18 agosto. E non è uscito perché il ministero dell'istruzione ha anche deciso di cambiare i criteri di accesso, ma il regolamento non è ancora stato approvato.