Cinquant'anni a tavola con le specialità di Mafalda

BREME Quando in Lomellina si dice "la Mafalda", le buone forchette sanno che ci si riferisce a Mafalda Brando, che oggi festeggia il mezzo secolo alla guida dell'omonima trattoria di via Po presa d'assalto da frotte di avventori lombardi e piemontesi alla ricerca dei piatti della tradizione culinaria della Lomellina. L'evento sarà celebrato con una apericena per i clienti offerta dalla Mafalda e dalla consegna di una pergamena da parte del sindaco Francesco Berzero. Mafalda Brando, 77 anni, è un'autentica istituzione della Lomellina gastronomica. Nel 1967 rilevò la trattoria con il marito Pierangelo Botta. «Avevo lavorato otto anni in diverse fabbriche di scarpe di Vigevano - racconta la cuoca - e poi cinque anni a Mortara, dove avevamo aperto un negozio di frutta e verdura in via Depretis: poi la decisione di gestire un ristorante, aperto il 20 agosto 1967». Da allora la Mafalda ha cucinato migliaia di menu a base di prodotti tipici lomellini, fra cui la cipolla rossa coltivata da secoli negli orti del paese. «I miei piatti preferiti - conferma - sono la trippa e fagioli alla contadina e tutti i piatti a base di cipolla rossa, fra cui la frittata e la zuppa: comunque, qui da noi ogni piatto della tradizione lomellina e piemontese incontra sempre il favore dei nostri avventori».In cucina Mafalda è affiancata dalla figlia Assunta Botta e dal nipote Luca Ronchi, mentre di sera dietro il bancone arriva il marito Pierangelo. La cucina casalinga e i sapori genuini sono l'asso nella manica di Mafalda e dei suoi familiari. La trippa, o "busecca" in dialetto lomellino, della trattoria di via Po attira decine di commensali dalla Lomellina e anche dal vicino Piemonte, che amano assaggiare la frattaglia ricavata dalle diverse parti dello stomaco del bovino e cucinata dalla Mafalda e dalla sua famiglia secondo l'antica ricetta popolare. Oggi Breme si stringerà attorno alla Mafalda per celebrare uno dei ristoranti più noti fra Lomellina e Monferrato. (u.d.a.)