Chimenti (ex Modà) rende omaggio al "duca" David Bowie
PAVIADa bambino sognava di fare il disegnatore di cartoni animati, poi la vita gli ha fatto incontrare la musica e dalla passione è nato un mestiere, ma ancora oggi le due cose (musica e immagini) vanno di pari passo. Lui è Andrea Chimenti - ex cantante dei Modà (dal 1983 al 1989) uno dei gruppi capostipiti del rock e della new wave italiana, impegnato dal 1990 in vari progetti solisti - e domani alle 21 porterà in scena lo spettacolo "Andrea Chimenti canta David Bowie" per la rassegna "Musica in piazza del Carmine" promossa dal Comune di Pavia (ingresso libero). Un progetto solista dedicato al Duca Bianco, di cui l'artista (voce e chitarra), ripropone brani celebri come Life on Mars, Space Oddity, Rock'n Roll Suicide, Where are we now?, accompagnato dal figlio Francesco Chimenti (pianoforte, violoncello) e Davide Andreoni (chitarra). Chimenti, è passato poco più di un anno dalla scomparsa di David Bowie, per questo gli rende omaggio? «In realtà la prima data l'abbiamo fatta un anno prima della morte di David Bowie, era il 2015 ed è stato un invito dell'Estate Fiorentina, una sorta dei commissione per una serata al Museo Novecento dedicata a un grande artista di quel secolo. Inizialmente non ho accettato, forse perché avendo sempre amato la musica di Bowie sentivo una sorta di pudore. Poi mi hanno spiegato di che il progetto partiva da Beethoven e passava per Prokofiev per arrivare infine a Bowie e con me ci sarebbe stato un quartetto d'archi e la cosa mi ha intrigato». Che effetto fa far dialogare Bowie con i grandi classici?«All'inizio pensi che non ci siano legami, poi però ti accorgi che metterli vicini fa venire fuori la grandiosità di entrambi. Sono solo cambiati i tempi. Per me ha voluto dire scardinare dei punti fermi e scoprire cose che riverserò in altri miei lavori. E cantare in inglese, a me che ho sempre cantato in italiano, ha fatto capire che c'è una musica per cui l'inglese è necessario. In italiano non sarebbe la stessa cosa».Il suo legame con David Bowie a quando risale? «A "Diamond Dogs", il primo disco rock che ho ascoltato. Fino ad allora avevo ascoltavo solo i dischi che trovavo in casa, mio padre era un appassionato di jazz e classica, e quando mi hanno prestato l'album di David Bowie mi si è aperto un mondo. Ancora non sapevo che anni dopo, con i Moda, avremmo lavorato con Mick Ronson, uno dei più grandi chitarristi, per anni al fianco di David Bowie e del suo gruppo The Spiders from Mars. Gli era stato era stato dato nostro un demo, gli è piaciuto e nell'87, dopo tre mesi di lavoro, è uscito "Canto Pagano". Per me è stato un sogno». Eppure dicono che il suo primo grande amore è stato il cartone animato, è vero? Da bambino volevo fare il disegnatore di cartoni animati, ho anche studiato per questo cinque anni, e il mio primo lavoro è stato nella produzione di cartoni animati. Ancora oggi però, quando scrivo canzoni, ragiono per immagini. Inizia tutto sempre da un'immagine. Senza uno scarabocchio non comincio a scrivere.