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MORTARA Prosegue alla libreria "Le mille e una pagina" di corso Garibaldi la rassegna letteraria "La metà oscura. Trittico d'autore". Sabato, alle 17.30, Valentina Summa e Gianmarco Marenghi, attori del duo Controluce di Vigevano, saranno i protagonisti dell'incontro "Il principe felice. L'astro di Oscar Wilde".«L'irlandese Oscar Wilde - spiegano Laura Fedigatti e Alberta Maffi, titolari della libreria - è un grandissimo mito della letteratura mondiale. Le sue opere spaziano dal romanzo alla poesia, dalla favola al racconto ironico, dalla tragedia teatrale alla commedia "dei paralumi rosa" fino ai testi di critica artistica. Parleremo delle origini di una personalità fuori dagli schemi: dalla giovinezza agli studi e ai viaggi; dal matrimonio alle amicizie, molte e importanti; dal periodo dandy, in cui Wilde fu un maestro di moda maschile, agli ultimi tristi anni della prigione e della povertà». Wilde è stato un artista fenomenale che, dietro all'apparente leggerezza delle sue opere, ha saputo descrivere come nessuno la sua società e la psicologia umana con i suoi pregi e i suoi difetti, con uno stile raffinato e allo stesso tempo ironico e pungente. «Ci ha regalato una serie di frasi utilizzate ancora oggi come massime di saggezza - aggiungono le titolari della libreria - Numerosi sono stati gli artisti che hanno subito la sua influenza e anche di loro parleremo in questo affascinante viaggio alla scoperta di Wilde come uomo e, soprattutto, come scrittore intramontabile». L'episodio più celebre della vita dello scrittore fu il processo e la condanna a due anni di prigione per omosessualità. Il terzo appuntamento della rassegna è in agenda sabato 11 marzo, alle 17.30: "Fiodor, le anime turbate. I complessi personaggi di Fiodor Dostoevskij". Attraverso l'analisi delle complesse personalità dei protagonisti dei suoi romanzi, la libreria cercherà di dipingere il ritratto difficile e schivo di uno dei più geniali scrittori di Russia. (u.d.a.) SAN MARTINO"L'idea che la gente del teatro sappia come presentare la scienza perché è esperta di spettacolo, a differenza degli scienziati, è sbagliata. Loro non hanno nessuna esperienza nello spiegare le idee, e io sì. I veri trucchi del mestiere sono l'eccitazione, l'intensità e il mistero dell'argomento trattato. Alla gente piace imparare, e il modo migliore di intrattenerla è di darle la possibilità di capire, almeno in parte, qualcosa che non aveva mai capito prima». Lo affermava Richard Feynman (New York,1918 - Los Angeles, 1988), fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965 per l'elaborazione dell'elettrodinamica quantistica e pedagogo sopraffino, a cui è ispirata la pièce "Il principio dell'incertezza", che andrà in scena venerdì alle 21 al Teatro Mastroianni di San Martino Siccomario per la rassegna Argini a cura di In Scena Veritas.Una lezione di meccanica quantistica in veste di spettacolo brillante, nato all'interno del progetto Jet Propulsion Theatre, Laboratorio Permanente della formazione e della divulgazione scientifica, ideato e coordinato da Andrea Brunello (attore, regista e drammaturgo professionista con un dottorato in fisica e un passato di ricercatore) con la Compagnia Arditodesìo, il Teatro Portland di Trento e il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell'Università degli Studi di Trento.«Richard Phillips Feynman, nato da una famiglia ebraica ashkenazita di origini russe e polacche, è stato uno dei più importanti fisici americani del secolo scorso, Premio Nobel e considerato un genio della scienza, ma in realtà fu ben di più - dice Andrea Brunello - Era un genio della conoscenza a tutto campo, s'interessava a problemi diversi, dalla fisica a tutto ciò che nascondeva un enigma, faceva molte cose e le faceva tutte bene. E poi aveva una straordinaria capacità di insegnare la fisica in maniera chiara, brillante, coinvolgente, divertente. Era tutto quello che ogni maestro dovrebbe essere. Le sue lezioni di fisica hanno sempre avuto un grande successo presso il pubblico, e ancora oggi rimangono un punto di riferimento».Pur ispirandosi alla figura di Feynman, però, lo spettacolo non vede lui come protagonista. «Padrone della scena è un professore che si inerpica attraverso alcuni fra i più misteriosi concetti della meccanica quantistica - continua Brunello, che con il progetto Jet Propulsion Theatre ha sposato il pensiero di Feynman, secondo il quale per divulgare la scienza bisogna prima di tutto incuriosire - L'obiettivo è raccontare un meraviglioso mondo fatto di misteri e paradossi, che nasconde un'inquietante verità, davanti alla quale il professore dovrà prendere una decisione estrema». Sulla scena, voce e testo di Andrea Brunello dialogano con i suoni del musicista Enrico Merlin, che veste i panni dell'alter-ego, anima irrazionale, del professore. Ingresso 10 euro (5 euro ridotto e studenti universitari). Prenotazioni on line: www.inscenaveritas.com. Marta PIzzocaro Nella foto Andrea Brunello