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RIVANAZZANO TERMEStaffora, un torrente che muore. Mentre c'è chi propone di realizzare delle dighe lungo i 58 chilometri del suo percorso, dalla sorgente di Pian del Poggio alla foce di Cervesina dove si getta in Po e mentre la Regione Lombardia ha definito l'area lungo il torrente tra Retorbido e Rivanazzano un corridoio primario della Rete ecologica regionale, il torrente oggi da Rivanazzano fino a Cervesina si presenta completamente asciutto. Sergio Mussini, geologo vogherese che negli anni ottanta presentò uno studio proprio sul torrente Staffora e sulla portata dell'acqua nel corso degli anni spiega: "Il fatto che dalla primavera all'autunno il corso dell'alveo da Rivanazzano alla foce in Po si presenti completamente asciutto è ormai un dato di fatto. E questo lo si deve ricercare in quel decreto firmato addirittura nel 1300 da Ludovico il Bavaro che concesse agli agricoltori a valle di Rivanazzano di realizzare una chiusa che permetteva di deviare l' acqua verso i campi in modo tale da poter irrigare i terreni agricoli. Pertanto quando le piogge non alimentano più il corso del torrente è chiaro che a valle di Rivanazzano di acqua non ne scorre più». Il torrente Staffora ha una portata media annua alla foce di quasi 4 mila litri al secondo. Mussini spiega: «Dallo studio che ho fatto in cinquant'anni di rilievi sul torrente, dal punto di vista delle portate è stato possibile appurare che negli ultimi vent'anni la portata, nel periodo estivo, si è progressivamente aggravata soprattutto nel tratto compreso tra Rivanazzano e Oriolo dove nei mesi di luglio, agosto e settembre è stata registrata una riduzione del 93% della portata, rispetto a quella media annua». La portata varia dai circa 500 litri al secondo che si registra fra gennaio e maggio, ai 300 di giugno, luglio, agosto, settembre e dicembre ai 700 di ottobre e novembre. Mussini spiega: «Anche da questi dati si evince che la proposta di realizzare degli invasi di accumulo non è fattibile. Dobbiamo ricordarci in primo luogo che lo Staffora è un torrente alimentato da poche sorgenti e per lo più dalle piogge. Non ci sono, come accade sulle Alpi, ghiacciai che alimentano il corso d'acqua«. A livello ambientale la mancanza di acqua che impatto ha? «Direi disastrosa - sottolinea ancora il geologo vogherese - perché ogni volta che il torrente va in secca la maggior parte della vita lungo l'alveo muore. Tanti pesci si fermano nelle sacche d'acqua che man mano che secca ne provocano la morte». Staffora, un torrente che muore? «Purtroppo si - conclude Mussini -. Il ripetersi costante, e oggi ancor più marcato, della siccità è una minaccia per il corso d'acqua più importante dell'intera valle. A questo punto c'è solo da augurarsi che l'uomo non commetta un errore gravissimo e cioè di continuare a sottrarre terreno al torrente come è già stato fatto in passato in via Piacenza a Voghera, per dare spazio a nuovi centri commerciali. Non dimentichiamoci che la parola stessa di Staffora indica 'sta fora' che tradotto in italiano significa che spesso questo è un torrente che esce dagli argini. Evitiamo speculazioni edilizie a ridosso del torrente perché piene improvvise potrebbero essere devastanti».Alessandro Disperati