Bolt, la resa: «Non volevo finisse così»
LONDRA (Regno Unito) Un crampo al quadricipite della gamba sinistra, che gli ha fatto scagliare il testimone per aria mentre urlava di dolore. Così, nella 4X100 dei mondiali di Londra, è finita la leggendaria carriera di Usain Bolt, icona della Giamaica e uomo che ha riscritto la storia della velocità. Non avrebbe potuto esserci conclusione più amara, per Bolt stesso e per tutti coloro che in questi anni, da Pechino 2008 in poi, lo hanno amato e seguito, a cominciare dai 110mila spettatori che, tra batterie della mattina e finali della sera, sabato sono andati allo stadio quasi solo per lui. Il primo a rendersene conto è stato lui, che in un video sui social ha voluto scusarsi con i suoi tifosi. «Non era certo questo il modo col quale avrei voluto dirvi addio - ha ammesso Bolt -. Ho dato tutto, in pista. Ho dato tutto me stesso, come sempre. Mi spiace non essere nemmeno riuscito salutarvi, ma sarò allo stadio e mi farò vedere». Poco dopo un tweet che è diventato anche un post su Facebook, con tanto di foto di se stesso con i compagni della staffetta: «Grazie amici miei, affetto infinito per tutti voi». Di queste scuse non ce n'era bisogno, come ha sottolineato il Ministro dello Sport e della Cultura della Giamaica, Olivia Grange: «Hai dato tutto, e in questi anni hai elevato l'immagine della Giamaica nel mondo e fatto aumentare la pratica sportiva nel nostro paese: siamo noi ad esserti grati». Però ha fatto male vederlo steso a terra invece che vincitore, o almeno con un'altra medaglia al collo. E meno male che almeno ha voluto rialzarsi e uscire sulle proprie gambe, rifiutando la sedia a rotelle. Scortato dai compagni McLeod, Blake e Forte, si è rialzato e, distrutto dalla delusione, ha raggiunto il bordo pista sulle proprie gambe. LONDRA (Regno Unito) Finalmente. Prima medaglia per l'Italia ai Mondiali di atletica che si sono chiusi ieri a Londra. Antonella Palmisano ha conquistato il bronzo nella 20 km di marcia femminile. L'azzurra ha completato la propria prova in 1h26"36, migliorando il primato personale di 1 minuto e 15 secondi. L'oro è andato alla cinese Jiayu Yang in 1h26"19, l'argento alla messicana Maria Guadalupe Gonzalez. È stata invece squalificata a poche centinaia di metri dall'arrivo la cinese Xiuzhi Lyu, mentre si trovava tra le prime tre, davanti alla marciatrice tarantina. Le altre due azzurre in gara, Eleonora Giorgi e Valentina Trapletti, hanno chiuso rispettivamente al 14° e al 15° posto.L'Italia dell'atletica torna così su un podio mondiale a quattro anni di distanza dalla medaglia d'argento ottenuta nella maratona da Valeria Straneo a Mosca nel 2013. Scongiurato il pericolo di chiudere, come a Pechino 2015 e Rio 2016, senza neanche una medaglia. Fino ad ora il miglior risultato della spedizione azzurra in questi Mondiali era il sesto posto di Meucci nella maratona, mentre dalla pista sono arrivate solo delusioni non ultima quella di Jimbo Tamberi nel salto in alto. Mai in 34 anni edizioni dei Mondiali l'Italia aveva chiuso senza avere almeno un suo rappresentante fra i migliori otto fra salti, lanci, sprint e mezzofondo.«Ho sognato tanto questa medaglia! Finalmente! Sono partita con il progetto di essere protagonista, di stare lì davanti con le migliori al mondo e ci ho creduto fino in fondo», ha commentato una Palmisano con gli occhi pieni di gioia. La azzurra è stata comunque capace di fare il suo personale. «Il tempo me l'hanno detto dopo l'arrivo, io non avevo mai guardato il cronometro. È stata un'altra sorpresa, non pensavo di aver fatto PB e di essere andata così forte», ha concluso.