Provincia, muore in ferie commesso cinquantenne
PAVIAÈ morto Salvatore Amodeo, 50 anni, messo della Provincia, stroncato da un infarto intestinale che lo ha colpito mentre si trovava a Sciacca, a trascorrere le vacanze. Da un paio di settimane era in ospedale, ricoverato in Rianimazione. Era in Sicilia, sua terra di origine, dove amava tornare ogni anno. L'altro ieri i colleghi sono stati avvertiti che ha perso la sua battaglia contro quella malattia che lo ha colto all'improvviso, senza lasciargli scampo. Ieri, nell'edificio di Piazza Italia, nella guardiola dove stava ogni giorno stava seduto, i colleghi hanno deposto una rosa davanti alle foto che ritraevano Totò, come tutti lo chiamavano, nei suoi momenti più spensierati. «Se ne va una persona buona e gentile, facile alle battute e agli scherzi», dicono di lui i tanti colleghi, guardando quel posto vuoto. Il presidente della Provincia Vittorio Poma ne ricorda «le grandi qualità umane e professionali». «Sul lavoro era attento, serio e scrupoloso - aggiunge -. Era affabile e generoso e riusciva a stabilire relazioni di amicizia con i colleghi. Era uno di quelli che sapeva interpretare il suo ruolo con grande impegno, nonostante gli aumenti consistenti dei carichi di lavoro che hanno dovuto affrontare i dipendenti provinciali». Lo piangono i parenti, i colleghi e i tanti amici. «Eravamo costantemente informati delle sue condizioni di salute - racconta Morena Crevani -. La notizia della sua scomparsa ha lasciato tutti attoniti. Per noi era più di un collega. Era l'amico gentile e premuroso che vedevamo ogni giorno quando andavamo al lavoro e ci accoglieva con una battuta». Amava la buona tavola, stare con gli amici e viaggiare. E adorava il suo cagnolino. «Era soprattutto un amico - dice anche Paola Ercolani -. Aveva saputo farsi amare da tutti, con la sua gentilezza e la sua disponibilità. E quel sorriso che ti salutava ogni mattina, dal gabbiotto dei messi, all'ingresso del palazzo della Provincia. Aveva grandi qualità umane e concedeva battute simpatiche ad ognuno di noi. Amava scherzare su qualsiasi argomento, ma sul lavoro si impegnava in modo serio e con grande professionalità». Viveva a Pavia e non era sposato. Qui abitano il fratello, messo al Comune di Pavia, e la cognata, dipendente della Provincia, ma nella sede di via Taramelli. I funerali si terranno nel suo paese di origine, Sciacca. «Qui tornava ogni anno, per rivedere parenti e amici. Non ci aspettavamo una fine tanto prematura», dice Paola Ercolani. (st.pr.)