L'obiettivo è ottenere lo stato di crisi

La Regione , fa sapere il consigliere regionale Pd Giuseppe Villani, ha raccolto i dati sui danni della siccità e ha preparato una relazione inviata al ministero dell'Agricoltura. «L'ufficio territoriale regionale ha raccolto gli elementi da associazioni agricole, cantine sociali ed enti locali - precisa Villani -. E, dopo aver verificato che esistono le condizioni, ha chiesto lo stato di crisi per la provincia di Pavia, dovuta all'emergenza siccità». Il prossimo obiettivo, spiega Villani, è quello di spingere per un Piano di sviluppo rurale regionale che tenga conto di questi sbalzi climatici e dell'emergenza idrica che gli agricoltori saranno ancora destinati ad affrontare. «Sta diventando una situazione strutturale che inevitabilmente avrà delle serie ripercussioni anche sulla vita quotidiana dei cittadini - aggiunge -. Non va dimenticato che in alcuni centri esiste il problema della mancanza di acqua potabile. Per questo durante la Festa dell'Unità, che si terrà a Rivanazzano il 27 agosto, si affronterà anche il tema dell'approvvigionamento idrico». di Stefania PratowPAVIALa grande siccità è già costata 140milioni di euro agli agricoltori della provincia di Pavia. Dal Pavese alla Lomellina fino all'Oltrepo: oltre 180mila ettari di terra coltivata che sta collassando per mancanza d'acqua. E, stando alle prime stime effettuate dalle associazioni di categoria, si è perso in media il 35% del guadagno, circa 140milioni di euro su un valore aggiunto complessivo di oltre 470milioni. Gli agricoltori fanno la conta dei danni, parlano di cali di resa delle colture fino al 50%, ricordano che nei cavi irrigui l'«oro blu» è diminuito di oltre il 30%. Che Po e Ticino soffrono e che Agogna e Terdoppio sono in preoccupante secca. Questa la situazione al 31 luglio. Prima dell'ondata di caldo delle scorse settimane di agosto. Un grido di dolore raccolto dalla Provincia che ha sollecitato la Regione ad avanzare la richiesta di stato di crisi per l'intero territorio provinciale. E ora la relazione, stilata dall'Ufficio territoriale regionale e dalle associazioni degli agricoltori, è sul tavolo del ministro dell'agricoltura. Che dovrà valutare se stanziare risorse ad un settore in forte crisi per una siccità che ormai dura da mesi. Da qui la decisione di Piazza Italia di approvare un ordine del giorno in cui si chiedeva lo stato di crisi idrica. «I danni sono enormi - sottolinea il consigliere provinciale Emiliano Scolè -. Fiumi, torrenti e canali irrigui sono quasi totalmente asciutti e le colture sono in sofferenza». A levare gli scudi in difesa del comparto anche i consiglieri regionali e i parlamentari. L'onorevole Pd Alan Ferrari ha portato la questione in commissione Agricoltura, sottolineando in rosso i problemi della provincia di Pavia. Commissione che ha deciso di costituire un fondo di solidarietà. «Servirà a coprire i danni e i costi di questa siccità straordinaria - spiega Ferrari -. Ma si è anche stabilito di istituire una cabina di regia permanente perché ormai queste situazioni non sono più da considerare un'emergenza». Intanto, a Palazzo Pirelli, se la consigliera 5Stelle Iolanda Nanni aveva fatto pressing in commissione ambiente per chiedere l'appoggio della Regione sulla questione idrica provinciale, il consigliere Pd Giuseppe Villani fa sapere che è stato approvato un ordine del giorno, presentato dai democratici, sullo stato di emergenza. «L'ente regionale - spiega Villani - si è impegnato a rimodulare gli interventi del Piano di sviluppo agricolo, tenendo conto dei problemi di carattere strutturale e del mancato reddito per gli operatori del settore». È evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione gravissima dovuta a condizioni ormai strutturali».