«Partorirò a settembre impossibile l'epidurale»

di Anna GhezziwPAVIACaterina Attore ha 23 anni ed è incinta. «Ho il termine a settembre - racconta - ma non riesco a prenotare la visita con l'anestesista prevista a partire dalla 30ª settimana. Al Cup e in reparto mi hanno detto che non c'è posto e non ci possono fare nulla».La visita con l'anestesista prima del parto serve per potere ricorrere all'epidurale lombare e diminuire il dolore durante il parto: un diritto per tutte le donne, il sistema sanitario garantisce libera scelta, cure e assistenza gratuita. Chiamando il Cup regionale confermano: «L'attesa è almeno di 20 giorni». E in reparto chi risponde al telefono invita a chiamare il Cup o andare di persona in ospedale. «Da quando sono incinta - spiega Caterina - é stato quasi impossibile accedere a qualsiasi visita ginecologica in una struttura pubblica di Pavia: all'ospedale c'erano attese lunghissime, lo stesso al consultorio. Alla fine sono andata privatamente dal primario di ginecologia del San Matteo e ho fatto quasi tutti gli esami privatamente: per le ecografie c'è un'attesa lunghissima, la morfologica al San Matteo è impossibile per chi come me non ha problemi. Pagando invece si fa tutto in pochi giorni». Il problema delle attese per le ecografie dura ormai da oltre un anno, i posti per fare una morfologica sono quasi tutti per le gravidanze a rischio che hanno il S. Matteo come punto di riferimento. «Per la visita dall'anestesista mi sono ritrovata per l'ennesima volta a sentirmi dire che non c'è posto e a farmi sbattere il telefono in faccia - spiega Caterina -. Ma il S. Matteo è l'ospedale dove partorirò, non posso farla altrove». Ci sono diversi percorsi agevolati: al corso di preparazione al parto interno si incontra l'anestesista e si può prenotare la visita anestesiologica. E nella sala parto del San Matteo è presente il un medico anestesista dedicato 24 ore su 24. La visita è comunquee garantita a tutte nel pre ricovero, ma chi partorisce in anticipo - fatto imprevedibile - se non ha fatto la visita non può avere l'anestesia. Anche se c'è l'anestesista in sala parto. «Mi hanno detto: "Lei ha ragione, provi a sentire il suo ginecologo, magari riesce a sistemare le cose" - prosegue Attore - e mi hanno consigliato di andare di persona in reparto, al Dea: sono incinta, non ho la patente, fa caldo, perché devo andare di persona? Perché serve l'intercessione di qualcuno per una visita?».