I volontari di Libera e lo Spi ritinteggiano Casa Josef

VIGEVANO Giovani e meno giovani impegnati nella lotta alla mafia. Nel mese di luglio una ventina di ragazzi e ragazze tra i 18 ai 25 anni, in collaborazione con lo Spi-Cgil di Vigevano-Milano (i pensionati Cgil) e l'Associazione Libera presidio Giorgio Pedone, hanno partecipato al campo di lavoro, volontariato e formazione per ritinteggiare le stanze della struttura di prima accoglienza "Casa Josef" di viale Artigianato. Si tratta di un bene espropriato al clan Valle negli anni Novanta. «I ragazzi arrivavano col pulmino, ospiti di don Paolo Nagari, parroco della chiesa della Madonna Pellegrina - racconta Pietro Giunta, dello Spi di via San Giovanni -. Svolgevano un'ora di formazione con don Moreno Locatelli, responsabile Caritas provinciale, e con la responsabile del dormitorio. Poi di corsa a lavorare, coordinati dai compagni dello Spi Cgil, io e Gavino Dobbo. Insieme abbiamo dipinto le dieci stanze dedicate agli ospiti. I ragazzi erano inesperti ma molto volonterosi, collaborativi e desiderosi di imparare. Qualcuno non aveva mai tenuto in mano un pennello. Facevano domande in continuazione, e tra giovani e anziani si è creato un clima di collaborazione. Questa esperienza di lavoro e formazione è stata emozionante per tutti». Il 26 luglio Enzo Moriello, responsabile dell'ufficio Legalità della Cgil Lombardia, ha tenuto una lezione sulla legalità e sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia. «Il progetto nazionale partito nel 2011 da un accordo fra Spi, Cgil, Arci e Libera, oltre a praticare politiche di contrasto alla illegalità - conclude Giunta - sviluppa un importante rapporto intergenerazionale tra giovani e anziani, che attraverso il lavoro all'interno dei beni confiscati alle mafie, produce valore e ricchezza per il territorio e gli stessi cittadini». Selvaggia Bovani