Rapina di via Fasolo, c'è la traccia
PAVIAC'è una traccia per identificare il rapinatore solitario che, l'altra sera, ha rapinato la barista di via Fasolo. La vittima dell'aggressione avrebbe fornito indicazioni utili agli investigatori della questura che avrebbero imboccato la pista giusta per dare un nome e un volto a quel giovane armato di coltello. Il bottino è stato di mille euro in contanti: l'incasso del locale di via Fasolo.La rapina era stata messa segno giovedì sera. La commerciante cinese di 45 anni aveva appena chiuso il bar ed era uscita per ritornare a casa. Aveva riposto l'incasso della giornata dentro la borsetta come, del resto, faceva tutti i giorni. La donna aveva attraversato la strada, aveva aperto la portiera della sua auto ed era salita. Ma il bandito la stava controllando e l'aveva seguita. Con una mossa molto veloce aveva aperto la portiera anteriore della vettura. Si era seduto sul sedile e aveva puntato un coltello alla gola della barista. «Dammi i soldi e non ti succederà niente», le aveva ordinato con voce molto decisa. Lei non aveva reagito e aveva consegnato la borsa che conteneva i mille euro in contanti. Poi il bandito era fuggito a piedi di corsa.