Emergenza in Venezuela Il Vaticano contro Maduro
di Maria BerlinguerwROMALa Santa Sede si schiera apertamente nello scontro in atto in Venezuela e chiede a Maduro di sospendere l'Assemblea Costituente e di cercare una soluzione «negoziale» con le opposizioni per mettere fine alle violenze e alla repressione. Ma da Caracas non arriva nessun segnale di ripensamento. E in una città blindata dove fin dalla prima luci dell'alba la guardia national bolivariana ha bloccato le vie d'accesso al Parlamento, si è insediata l'assemblea Costituente votata domenica in elezioni che secondo l'opposizione sono state disertate in massa dai venezuelani. Aprendo i lavori il chavista Soto Rojas ha promesso la liberazione dallo «sfruttamento straniero e dalla borghesia nazionale». Mentre i simpatizzanti dell'erede di Chavez hanno sfilato per la città chiedendo al presidente Nicolas Maduro di togliere l'immunità ai deputati dell'opposizione implicati nelle violenze dei giorni scorsi. La situazione resta molto tesa. L'altolà del Vaticano al governo di Caracas arriva con una nota diramata dalla sala stampa. Il Vaticano chiede «a tutti gli attori politici e in particolare al governo che venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché della vigente Costituzione e che si sospendano le iniziative in corso come la nuova Costituente che invece che favorire la riconciliazione e la pace fomenta un clima di tensione e di scontro politico e ipotecano il futuro». La Segreteria di Stato ricorda le indicazioni espresse nella lettera del dicembre 2016 ed «esorta a tenere presenti le gravi sofferenze del popolo per le difficoltà di procurasi il cibo, le medicine e per la mancanza di sicurezza». Di qui l'appello all'intera società perché venga evitata ogni forma di violenza e alle forze dell'ordine perché si astengano «da un uso sproporzionato della forza», alla luce della radicalizzazione dello scontro e «dell'aumento di morti, feriti e detenuti». La nota aggiunge che papa Francesco «direttamente e tramite la Segreteria di Stato» segue da vicino la situazione e assicura la sua costante preghiera «per il Paese e tutti i venezuelani».Lo stop della Santa Sede arriva a 24 ore dalla decisione del procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, di aprire un'inchiesta sui presunti brogli del voto di domenica e della richiesta di fermare l'insediamento della Costituente. Ex fedelissima di Hugo Chavez la Ortega è stata inserita da Maduro nel primo discorso successivo al voto tra «i nemici da schiacciare». La richiesta di Ortega è stata ieri respinta da un tribunale di Caracas. Malgrado gli appelli che arrivano da governi e leader di tutto il mondo il governo va avanti, deciso a far riscrivere ai 545 rappresentanti della Costituente la nuova Carta. L'obiettivo, secondo l'opposizione, è quello di affidare a Maduro i pieni poteri. La tensione nel Paese resta altissima. E non è escluso che le strade della capitale possano essere di nuovo il teatro di scontri tra i sostenitori di Maduro e gli oppositori del regime. Maduro ha chiesto ai suoi supporter di «non cadere nelle provocazioni» e si è detto sicuro che l'inizio dei lavori dell'Assemblea potrà «portare riconciliazione e pace». Ma le carceri si stanno riempiendo di oppositori. A sorpresa ieri è stato liberato l'ex sindaco di Caracas, Antonio Ledzema, prelevato il 1 agosto in casa da agenti dei servizi segreti. È stata la moglie di Ledzema a annunciare su Facebook la scarcerazione del marito, svelando l'angoscia del compagno per gli oltre 600 oppositori ancora detenuti. Tra questi c'è Leopoldo Lopez, leader del movimento Voluntad Popular.©RIPRODUZIONE RISERVATA