Reclusi come fantasmi «Nessuno sapeva di loro»
COZZOGli accertamenti dei carabinieri continuano. Gli inquirenti vogliono capire perché nessuno si sia accorto in un paese di soli 370 abitanti della drammatica situazione della madre 78enne e del figlio 38enne che vivevano segregati in un garage a lato della casa dove invece vivevano i loro aguzzini, ora in carcere. I carabinieri non escludono l'ipotesi di denunciare per favoreggiamento chi sapeva e non ha parlato. Ma questa famiglia, arrivata dal Foggiano un anno fa, nessuno in paese sembra conoscerla a fondo. Solo incontri casuali o nei pochi negozi di questo piccolo centro. Emilio La Manna e la compagna Tiziana Santopietro, ora agli arresti con una lunga e pesante serie di capi di imputazione, quando andavano dal tabaccaio prendevano quasi ogni giorno un pacchetto di sigarette a testa. John Player Special lui, Winston lei: tabacco tra i più economici in circolazione. Andavano anche nel mini market ad acquistare generi alimentari. Abitudini quotidiane tarate però sulla vita di due persone, non di quattro.Questo emerge parlando con gli abitanti e i commercianti di Cozzo. Come se nella vita di Emilio e Tiziana non ci fossero altre due persone. Un dettaglio emerso, per gli abitanti di Cozzo, solo dopo gli arresti di lunedì pomeriggio e le notizie di stampa che sono iniziate a circolare nella mattinata di ieri. Di essere un paese omertoso però nessuno a Cozzo vuole sentire parlarne. Tutti ripetono in buona sostanza la stessa cosa: conoscevamo, poco, solo Tiziana ed Emilio, pensavamo vivessero solo loro due lì dentro. Come Ivan Fioravanti, il falegname del paese, che era anche entrato nella villa di via Nicola: «Mi avevano chiesto alcuni lavoretti, lui mi aveva anche prestato il furgone - dice Fioravanti -. Sono entrato un paio di volte per bere una birra con loro, ma ho visto sempre e solo loro due. Non ho visto altre persone in quella casa». La bottegaia di Cozzo, Grazia Turano, gestisce da 17 anni il mini market e conosce tutto il paese: «Veniva lei ogni tanto a fare la spesa - spiega Turano -. Una situazione davvero tremenda, ma davvero qui in paese conoscevamo solo loro due. Erano qui da poco, non pensavamo fossero in quattro». L'altro negozio del paese lo gestisce Bruno Rabossi: «Una notizia che getta davvero brutte ombre sul nostro paese». Luigi Simoni, invece è più tranciante: «Una vicenda del genere indica il degrado in cui è precipitata la nostra società. Questa famiglia non la conoscevamo in paese, mai avremmo pensato che a Cozzo potesse accadere un fatto del genere». Vicino alla villa di via Nicola c'è poca voglia di parlare. «Facevano qualche festa con il karaoke ogni tanto - ricorda una vicina -. Per il resto non li vedevamo mai. Se avessimo saputo che c'era una situazione del genere lo avremmo sicuramente fatto presente alle autorità preposte». (s.bar.)