Dopo i vandali, la colletta dei fedeli: ecco il Sant'Antonio

PAVIAUna nuova statua diSant'Antonio ha preso il posto di quella settecentesca distrutta dai vandali lo scorso maggio. La parrocchia di San Salvatore è riuscita ad acquistarla grazie alla generosità dei fedeli che hanno voluto che quel santo, «simbolo di carità e di condivisione», ritornasse al suo posto. Lì, a San Mauro, da sempre punto di riferimento degli ultimi. La vecchia statua di Sant'Antonio di Padova si trovava nella garitta dell'ex caserma Rossani. Stava lì da cinque anni, da quando i frati conventuali l'avevano donata alla parrocchia che aveva accolto le reliquie del santo durante la missione diocesana. «A vigilare sulla nostra parrocchia non c'erano più i soldati, ma la Provvidenza a cui avevamo chiesto aiuto per acquisire il piccolo chiostro di San Mauro, primo tassello per realizzare il nostro progetto di carità», fa sapere il parroco don Franco Tassone. Poi, a maggio, quell'atto vandalico che don Franco aveva definito «insensato», giudicandolo il «frutto di una rabbia gratuita». Uno sfregio all'intera comunità che, con fatica, si mette ogni giorno al servizio dei più deboli». Ora la generosità dei fedeli ha permesso che «il padre dei poveri tornasse a fare la guardia al suo chiostrino per realizzare la Casa della Comunità», dice don Franco. Quella Casa per poveri e disagiati che troverà posto in quella parte del complesso monumentale del Santissimo Salvatore che la parrocchia aveva comprato per 650mila euro. E che ospiterà la nuova sede della Caritas, un centro d'ascolto permanente, una foresteria per i pellegrini della via Francigena, l'armadio del fratello che raccoglie abiti per i più poveri. «Sant'Antonio ci ha sostenuto nel fare il primo passo e confidiamo in lui per proseguire nell'opera di carità che qui si fa tutti i giorni, dando cibo, donando vestiti e beni di prima necessità». (st.pr.)