Tasse universitarie, sbloccati i rimborsi
Sono oltre 900 gli studenti degli anni accademici 1010, 2011 e 2012 che hanno presentato domanda di rimborso delle tasse all'università di Pavia, giudicata da Tar e Consiglio di Stato "colpevole" di aver messo in pratica una tassazione troppo elevata. A marzo e maggio 2016 il consiglio di Stato, dopo la denuncia presentata dal Coordinamento per il Diritto allo studio - Udu, aveva condannato l'università a rimborsare 8 milioni di euro agli studenti iscritti dal 2010 al 2012. Un reddito medio riceverà circa 60 euro per ogni anno accademico, i redditi più alti una cifra superiore. Ci sono voluti quasi 10 anni, 6 sentenze e un interpello dell'Agenzia delle Entrate per chiudere la partita delle rivendicazioni dell'Unione degli universitari contro il sottofinanziamento del sistema universitario italiano. Nel frattempo, quest'anno, lo stesso Cda ha approvato un nuovo modello contributivo che prevede l'azzeramento delle tasse per chi ha un Isee fino a 23mila euro e l'abbattimento delle rate per i redditi sotto i 72mila euro. «Si chiude una nostra battaglia storica culminata poche settimane fa con l'approvazione da parte di tutto il Cda di un modello di contribuzione più equo - dicono gli studenti - Se solo l'Ateneo ci avesse dato retta prima avrebbe quanto meno risparmiato 17mila euro di spese legali che deve ancora rimborsarci». di Anna GhezziwPAVIASbloccata la procedura di rimborso delle tasse universitarie, da oggi gli studenti che avevano pagato tasse in eccesso all'università di Pavia negli anni 2010, 2011 e 2012 potranno accedere al loro spazio riservato sul sito dell'ateneo e chiedere quanto spetta loro. E non dovranno nemmeno pagare la marca da bollo da 16,80 euro pretesa dall'ateneo in precednza per avere indietro i soldi. «L'agenzia delle entrate ci ha dato ragione - spiega il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio - Udu, Luigi Profeta - La marca da bollo non era dovuta». L'ateneo ora dovrà rimborsare 8 milioni di euro. La questione è stata comunicata ieri al Consiglio di amministrazione dell'ateneo, la procedura online è già pronta. I rimborsi erano stati sospesi più di quattro mesi fa proprio per effettuare gli approfondimenti richiesti dagli studenti sulla procedura. E nel congelamento erano rimasti invischiati anche i novecento ex studenti che la domanda l'avevano già presentata, pagando il bollo. «Finalmente possiamo dire conclusa la battaglia contro la contribuzione universitaria in eccesso applicata per gli anni 2010, 11 e 12 - commenta Profeta - Dopo le sentenze del Consiglio di Stato, in CdA avevamo proposto di attivare una modalità online per rendere il più possibile fruibile il diritto al rimborso sancito dal giudice amministrativo. L'Università ha optato invece per la necessità di istanze bollate e protocollate o inviate con raccomandata con ricevuta di ritorno. Noi ci siamo opposti in quanto ritenevamo inaccettabile dover pagare per un diritto sancito dal consiglio di stato». Continua Ludovica Boschiero, rappresentante degli studenti in Cda per il Coordinamento per il Diritto allo Studio: «Avendo noi e la Governance di ateneo due visioni opposte sulla modalità di rimborso in Consiglio di Amministrazione abbiamo richiesto un'interpellanza all'Agenzia delle Entrate. Nella seduta del CdA di oggi (ieri, ndr) ci è stato comunicato che quest'ultima non considera necessario corrispondere l'imposta di bollo sulle istanze di rimborso della contribuzione studentesca. Motivando il proprio parere in ragione del fatto che le istanze non sono finalizzate all'ottenimento di un provvedimento amministrativo ma all'erogazione di un rimborso qualora ne sussistano i presupposti».