Pestano disabile, nella banda un 12enne
NAPOLIC'era anche un ragazzino di appena 12 anni tra i tre fratelli di etnia rom che una domenica dello scorso giugno, a Massa Lubrense, sulla Costiera sorrentina, hanno commesso una rapina da 50mila euro in stile «arancia meccanica», dopo avere scaraventato dalla sua sedia a rotelle e picchiato il proprietario disabile dell'abitazione, per costringerlo a rivelare l'ubicazione del caveau dove erano custoditi monili e argenteria. I tre, che hanno 30, 17 e 12 anni, sono stati identificati dai carabinieri: i primi due sono in stato di fermo. Il più piccolo, invece, non è imputabile: è rimasto coi genitori in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria.I fratelli, è stato accertato, sono giunti in costiera a bordo di una vettura appositamente acquistata e intestata un prestanome. Grazie alle immagini dei sistemi di sorveglianza è stato possibile ricostruire l'itinerario della banda, dal loro arrivo in Costiera fino alla ripartenza per il campo rom della provincia di Napoli dove poi sono stati rintracciati e bloccati. La banda avrebbe avuto il supporto di qualcuno in loco: i tre, infatti, erano a conoscenza della disabilità del proprietario, un professionista napoletano di mezza età, e hanno sfruttato il suo punto debole, attendendo tutta la mattinata che sua sorella e suo cognato uscissero prima di entrare in azione. Una volta in casa, i due fratelli più grandi hanno subito preso di mira il disabile scaraventandolo a terra dalla sedia a rotelle e picchiandolo con violenza, all'addome e alla testa per fargli consegnare le chiavi del caveau e a rivelare la sua ubicazione. di Andrea ScutellàwROMAControllo degli obblighi di cintura e casco, contrasto degli eccessi di velocità e della guida distratta - leggasi: uso smodato dello smartphone e di altri dispositivi elettronici alla guida -, lotta agli effetti di stupefacenti e alcol sugli autisti. Si muove un fronte quadruplice fronte la direttiva del ministro Minniti per frenare un aumento del numero delle vittime per incidente stradale che «desta forte preoccupazione». Nel 2015, infatti, per la prima volta dal 2001 le vittime di incidenti stradali sono aumentate dell'1,4% rispetto al 2014. E, anche se nel 2016, stando alle stime dell'Istat, la diminuzione è del 4,6%, a preoccupare il Viminale sono i dati sui primi cinque mesi della Polizia di Stato e dei Carabinieri, secondo cui l'incremento degli incedenti mortali è dell'1,3% e quello delle vittime del 5,3%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Numeri che cozzano apertamente con l'obiettivo imposto dall'Unione Europea di riduzione del 50% delle morti entro il 2020. La reazione del ministero al fenomeno è tutta nella direttiva. Che invita tutte le forze dell'ordine a comprare ed utilizzare etilometri e precursori, gli strumenti per verificare l'assunzione di sostanze stupefacenti da parte degli autisti, coordinandosi con regioni e Asl per le opere di prevenzione e rieducazione. Per quanto riguarda l'utilizzo delle cinture, invece, il Viminale chiede di controllare in particolare che l'obbligo sia rispettato per i sedili posteriori e che siano installati i dovuti strumenti di protezione per i bambini. Si conferma, inoltre, la lotta alla distrazione alla guida, prima causa di mortalità negli incidenti, e in particolare all'utilizzo scorretto di cellulari e smartphone che «costituiscono motivo di gravissimi incidenti». Per questo non solo la Polizia stradale, ma «ogni operatore di polizia che si trovi a svolgere compiti di controllo del territorio» è invitato a cooperare.Le indicazioni maggiori, però, sono per l'utilizzo della tecnologia per il controllo della velocità (autovelox) che rispetto al passato potranno funzionare su entrambi i sensi di marcia, anche se installati sulla corsia opposta rispetto a quella dove si circola. La direttiva, però, invita le forze dell'ordine ad agire non tanto per incamerare più multe possibile, ma per frenare l'aumento delle vittime. Introduce inoltre l'obbligo di tarare gli apparecchi e di verificare la funzionalità con cadenza annuale e ribadisce, per i dispositivi fissi, la necessità di un'adeguata segnalazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA