Fiamme vicino all'A1, l'autostrada resta chiusa per ore
Automobilisti incolonnati tra il fumo e scortati dalla polizia fuori dall'autostrada, elicotteri e Canadair impegnati per ore, chiusa sia da nord che da sud la principale via d'accesso a Roma. E ancora: fiamme nella riserva dello Zingaro, dove già nei giorni scorsi era stato evacuato un villaggio turistico, e sul Vesuvio, sospesi per un'ora i treni tra Italia e Francia al valico di Ventimiglia. È stata l'ennesima giornata difficile sul fronte incendi, con la flotta aerea dello Stato intervenuta su una trentina di roghi in supporto alle squadre di terra. La situazione più difficile attorno alla capitale. Al primo focolaio partito tra le sterpaglie a ridosso dell'A1 nei pressi di Fiano Romano, al casello di Roma Nord, se ne sono aggiunti un'altra serie tra il chilometro 527 e 528. Il caldo, il vento e il terreno arido hanno fatto sì che le fiamme si propagassero in poco tempo, con la colonna di fumo che ha invaso la Roma-Napoli (foto). Con i pompieri impegnati a cercare di spegnere il fuoco, la polizia e il personale di Autostrade hanno prima bloccato l'A1 e poi hanno chiuso per quasi 3 ore le carreggiata in entrambe le direzioni. La chiusura ha riguardato decine di chilometri di strada con colossali incolonnamenti. Per evitare congestioni al casello di Fiano Romano è stata inoltre chiusa "la bretella" fra il Grande raccordo anulare e il casello di Roma Nord. Per aggirare la capitale, gli automobilisti sono stati deviati su lunghi percorsi alternativi.ROMA«A Roma l'acqua sta finendo», lancia l'allarme senza precedenti sulla siccità il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. E lo scontro tra la Regione e l'Acea, l'azienda che cura la distribuzione idrica, prosegue, mentre la Capitale teme il razionamento tra una settimana a turno per un milione e mezzo di cittadini. Si cerca una soluzione, con il sindaco Virginia Raggi, chiamata in causa dall'opposizione, che chiede agli altri attori di trovare un accordo. Il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti conferma che «la situazione a Roma è critica» e tale da poter permettere alla Regione di chiedere lo stato di emergenza e di attivare le procedure a sostegno del settore agricolo. E più in generale, sulle criticità in atto in tutta Italia, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, assicura: «Siamo pronti a collaborare con le Regioni nel censimento dei danni e la verifica delle condizioni per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica», con l'erogazione di fondi collegati. La siccità che minaccia Roma, intanto, diventa terreno di scontro in questa torrida estate. La Regione Lazio, dopo aver disposto da venerdì 28 luglio, a fine anno, lo stop ai prelievi dal lago di Bracciano, che alimenta la capitale, parla per bocca del presidente Pd Zingaretti. Il livello del bacino d'acqua si è abbassato «con il rischio di catastrofe ambientale - afferma - Abbiamo sette giorni per limitare al massimo il disagio per i cittadini. Sta finendo l'acqua a Roma». Se Acea, la multiutility capitolina che gestisce acqua e elettricità in città, punta il dito contro la giunta regionale parlando di un atto «abnorme e illegittimo, ma soprattutto inutile», in serata la Regione ribatte che i prelievi verranno sospesi perché Acea avrebbe superato i limiti stabiliti. Il sindaco Raggi, da parte sua, avverte: «Sia fatto tutto il possibile per assicurare l'acqua ai cittadini».Per trovare una soluzione entro giovedì sono attesi uno o più incontri tra la Regione Lazio e l'Acea, che - in caso di fumata nera - potrebbe procedere a un ricorso contro la decisione sullo stop ai prelievi al lago di Bracciano. Giovedì è prevista al ministero dell'Ambiente una riunione dell'Osservatorio permanente sull'Italia centrale. Le parole del presidente di Acea Ato 2, Paolo Saccani, pesano come macigni: «In sette giorni non troveremo altra soluzione che razionare l'acqua a 1, 5 milioni di romani, alle attività produttive, turistiche, ai palazzi delle istituzioni, al Vaticano: questo succederà. Non faremo il bene dell'immagine della Capitale d'Italia». Anche il Movimento 5 Stelle va all'attacco: «La Regione si è spinta troppo avanti senza coordinarsi con il Comune - sostiene il capogruppo in Campidoglio Paolo Ferrara - Avrebbero dovuto sentire prima il Comune visto che è una misura molto impattante sui cittadini». Raggi invita alla responsabilità: «Sono preoccupata e mi auguro che Regione e Acea trovino quanto prima una soluzione condivisa. Va fatto quanto necessario per tutelare oltre un milione di romani».