Una patente di qualità per il riso «Ora il made in Pavia è tutelato»
PAVIABuone notizie per le risaie pavesi. Un decreto appena firmato dai ministri dell'Agricoltura e dello Sviluppo economico prevede che dovranno essere obbligatoriamente indicati in etichetta il Paese di coltivazione, di lavorazione e di confezionamento del riso. L'indicazioni d'origine dovrà essere inserita «in un punto evidente e nello stesso campo visivo, in modo da essere facilmente riconoscibile, chiaramente leggibile e indelebile». Il provvedimento approvato da Maurizio Martina e Carlo Calenda arriva in un momento particolarmente delicato per le 1500 aziende risicole pavesi, strette tra il crollo dei prezzi e il boom delle importazioni. Le nuove norme seguono la strada già percorsa dai prodotti lattiero-caseari (formaggi, yogurt, ecc.), che dall'aprile scorso devono obbligatoriamente riportare in etichetta se il latte viene dall'Italia, da Paesi europei o extra europei. Le stesse indicazioni dovranno essere riportate ora anche sui sacchetti di riso e sulle confezioni di pasta. Il decreto firmato dai ministri dell'agricoltura e dello sviluppo economico, infatti, prevede che anche per il grano siano indicati il Paese di coltivazione e quello di molitura. Insomma, tutti potranno sapere da dove vengono il piatto di risotto e quello di pasta che stanno portando in tavola. «È un passo storico - ha dichiarato il ministro Martina - Puntiamo così a dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di due filiere fondamentali per l'agroalimentare Made in Italy. Con questa decisione l'Italia si pone all'avanguardia in Europa sul fronte dell'etichettatura, come chiave di competitività per tutto il sistema italiano». «I decreti che abbiamo firmato garantiscono una scelta consapevole ai consumatori tramite l'obbligo di trasparenza nelle etichette - ha dichiarato il ministro Calenda - Puntiamo sulla forza del Made in Italy e sulla qualità delle filiere per poter competere con ancora maggior forza sui mercati globali». Una notizia accolta con favore dalla Coldiretti, che per prima nei mesi scorsi aveva avviato una battaglia per ottenere l'etichettatura d'origine obbligatoria per il riso.«È una vittoria non solo di Coldiretti, che da anni si batte su questi temi, ma anche di tutti coloro che hanno a cuore il benessere delle famiglie e una vera libertà di scelta nella spesa e nel commercio - spiega Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia - La decisione di proseguire con fermezza sulla strada della trasparenza con l'etichetta di origine obbligatoria anche per il riso è coerente con gli impegni assunti, ma soprattutto risponde alle esigenze di oltre il 96% dei consumatori. E' una tappa importante verso la completa tracciabilità del cibo che portiamo in tavola tutti i giorni, un risultato positivo per i produttori e per i consumatori: ora andiamo avanti in questa direzione». I decreti appena firmati da Martina e Calenda prevedono per questo nuovo sistema di etichettatura una sperimentazione di due anni. I provvedimenti prevedono una fase di 180 giorni per l'adeguamento delle aziende al nuovo sistema, e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte. (reda. cro.)