«A Casatisma vaste risorse mai sfruttate»
«Una soluzione all'emergenza siccità per l'agricoltura dell'Oltrepo ci sarebbe da tempo. Solo che il progetto è naufragato per la scarsa lungimiranza di alcuni». Il sindaco di Casatisma, Antonio Moroni, estrae dal cassetto una sua proposta datata 2003, deliberata dall'unione dei Comuni «Terre dei gelsi» e che poteva essere finanziata dalla Regione. L'idea era semplice: sfruttare il bacino idrico dell'ex cava di Castelletto di Branduzzo, nella quale una ricca sorgente riversa acqua in abbondanza e realizzare una rete di alimentazione per le coltivazioni di Casatisma e dei comuni vicini: «Negli ani Ottanta - spiega Moroni - quel bacino era stato dragato per estrarre sabbia e si era arrivati a una profondità di scavo di circa 20 metri, direttamente a contatto con la falda, quindi praticamente inesauribile. Una disponibilità di acqua stimabile in almeno 2 milioni di metri cubi». Moroni aveva elaborato il progetto per la realizzazione di un acquedotto irriguo: «Era un'idea fattibile, per la quale era anche arrivato il finanziamento, ma i miei successori in Comune hanno poi abbandonato l'idea. Ora invito i sindaci vicini a sederci a un tavolo per riprendere l'idea».