Vecchioni: «Canto la vita che si ama»
ROMAAutori esordienti a noi. Che la vostra passione di scrittori sia per la narrativa, la saggistica, la poesia e i fumetti il concorso che fa per voi è ilmioesordio. Sono aperte le iscrizioni per l'edizione 2017 del premio letterario lanciato nel 2011 da ilmiolibro.it, sito per scrittori del gruppo Gedi.Negli ultimi sei anni sono state valutate circa 20.000 opere e Gedi-Gruppo Editoriale e i suoi partner hanno pubblicato e promosso le migliori. Tanto che a oggi, "ilmioesordio" rappresenta la più vasta iniziativa di raccolta e selezione di nuovi scrittori, dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia ai fumetti. Un'occasione per quanti vogliano sottoporre le proprie opere ai professionisti del mondo editoriale e farsi leggere da un'attiva community di oltre 360.000 utenti.Chi può partecipare. Il contest prevede quattro sezioni: narrativa, poesia, saggi e fumetti. In palio ci sono la pubblicazione delle opere dei vincitori, premi in denaro, promozione e distribuzione dei libri più belli. Per partecipare è sufficiente pubblicare, entro il 31 agosto, il proprio libro sul sito ilmiolibro e iscriverlo alla relativa sezione. Il concorso è aperto a tutti i lettori, che possono leggere gratuitamente e valutare le opere in concorso accanto ai partner di Gedi.Chi seleziona le opere. Per la narrativa Newton Compton Editori, l'editore italiano più attento ai nuovi esordienti, e Scuola Holden, la scuola di scrittura e storytelling fondata da Alessandro Baricco. Per la poesia, Festival Internazionale di Poesia di Genova, il più grande evento sulla poesia in Italia. Per i fumetti la Scuola Internazionale di Comics, da oltre 30 anni leader nell'insegnamento delle arti figurative. Infine la redazione de L'Espresso per la sezione dedicata ai saggi e alle tesi di laurea e di dottorato.Gli ultimi vincitori. Nel 2016 Newton Compton ha scelto di pubblicare le opere delle due vincitrici Federica Introta con "La congiura", e Elisabetta Lugli autrice de "La libreria degli amori impossibili", ma anche i libri di Marco Henry e dei Morini Bros che sono così ufficialmente entrati nella scuderia Newton.Cos'è "ilmiolibro". E' la piattaforma editoriale di Gedi-Gruppo Editoriale, che produce innovazione con un modello che mette al centro del processo editoriale gli autori di libri e offre flessibilità e qualità produttiva, supporto editoriale, distribuzione in forma cartacea e digitale, strumenti di marketing del libro evoluti, percentuali di guadagno più elevate, pagamenti rapidi, libertà di aggiornamento dell'opera e informazioni in tempo reale su visite e vendite. Scelto da più di 35.000 autori, dal 2008 viene utilizzato da scrittori, personaggi del mondo dello spettacolo, insegnanti, professori universitari e professionisti, per pubblicare grandi libri.ZAVATTARELLOLo conoscono tutti come uno dei più importanti cantautori italiani, ma la definizione non solo non gli piace affatto, ma sarebbe in fin dei conti persino riduttiva. Roberto Vecchioni, che domani sera si esibirà nel centro sportivo di Zavattarello (ore 21.15, biglietto intero 22 euro, ridotto 10 euro), è infatti questo e molto altro, una personalità poliedrica che da quasi cinquant'anni concilia la brillante carriera musicale ai mestieri di professore, di scrittore e di papà. Tutti gli aspetti della sua vita convergono in qualche maniera oggi nel cofanetto intitolato "La vita che si ama" (prodotto da Danilo Mancuso per la DME Produzioni) ultima fatica dell'autore in cui sono racchiusi il libro omonimo e l'album acustico "Canzoni per i figli". Proprio questo lavoro è quello che Vecchioni presenta domani a Zavattarello. "La vita che si ama" è un libro autobiografico che ruota attorno al concetto di felicità. Non la felicità intesa come uno stato perpetuo o un punto di arrivo, ma come una sensazione fugace, che ci scappa di continuo dalle mani. «Più che scapparci, direi forse che ci rincorre. Pensiamo sempre che tutto sia catastrofico nella vita, e così facendo ci dimentichiamo di prestare attenzione a tutto ciò che di positivo ci circonda - afferma Vecchioni -. I rapporti sempre nuovi, il dinamismo stesso della nostra esistenza, il piacere delle rivincite, il battersi sempre per qualcosa, tutto ciò è l'essenza della felicità stessa. La vita, in effetti, è l'essenza della felicità».Libro e cd sono dedicati ai suoi figli: che padre è Roberto Vecchioni?«Riguardo a questo bisognerebbe analizzare il punto di vista da cui si guarda il mio operato di padre. Dal punto di vista degli insegnamenti pratici ho fatto proprio schifo, e fortunatamente c'era la madre a colmare quelle lacune. Da altri punti di vista, però, sono loro stessi a confortarmi quando mi vengono dei dubbi sulle mie capacità di genitore: dicono che sono stato in grado di fornirgli altri strumenti utili nella vita come la cultura, i sogni, la capacità di prendere la vita con leggerezza e con ironia».Il mestiere del genitore non è troppo distante da quello dell'insegnante, un altro ruolo che lei conosce bene.«Anche in questo caso dipende un po' dai punti di vista. Se è vero che ci sono degli elementi in comune, è anche vero che insegnare ai propri figli non è come insegnare ai propri studenti. Non che sia più difficile, ma il sentiero è meno definito, mancano delle regole precise. A scuola ci sono programmi, voti, linee chiare da seguire che a casa mancano del tutto. Senza contare che con i figli sei più debole, più esposto alla critica, e finisci anche per crearti dei piccoli complessi o a chiederti cosa hai sbagliato. Nel ruolo di insegnante sei più sicuro, sai che quello devi fare, è il tuo lavoro e sai come farlo».Com'è stata la sua esperienza all'Università di Pavia?«Splendida, non posso dire altro. Sono ormai diversi anni che ci insegno e mi piace l'ambiente, mi piacciono gli studenti, mi piace tutto. Anche con il rettore e il presidente di facoltà c'è grande stima, dunque ci torno sempre volentieri anche se insegnare all'università non è certo come insegnare al liceo. All'Università la componente umana si perde a favore di quella cognitiva, il rapporto con gli studenti è molto diverso».A ottobre ritirerà il Premio alla Carriera assegnato dalla rassegna letteraria "Città di Vigevano". «Sì, e ne sono felicissimo anche perché mi è stato assegnato da una giuria che stimo molto. Ho ricevuto tanti premi importanti anche nel settore della narrativa (il Montale, il Pavese, L'Elsa Morante) ma un premio alla carriera è qualcosa di diverso, vuol dire che la scrittura ha quasi superato la musica».E che effetto le fa diventare più famoso come scrittore che come musicista?«Mah, alla fine penso non ci sia molto di nuovo, credo di essere sempre stato uno scrittore. Uno scrittore e un cantore. Vanno bene entrambi, basta che non mi chiamate "cantautore"».Serena Simula