Tennis, Wimbledon Venus Williams si giocherà il titolo
SILVERSTONE (Regno Unito)I bookmaker lo quotano alle spalle di Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Ma Valtteri Bottas, autostima in rapida ascesa grazie alla vittoria in Austria (la seconda, dopo quella di Sochi), ha lo sguardo di chi si sente sempre più convinto dei propri mezzi. Il finlandese della Mercedes, da ago della bilancia nella corsa al Mondiale, sta diventando un protagonista. Ora i punti che lo separano da Vettel sono 35, mentre Hamilton lo precede solo di 15. «È un bel momento, la macchina continua a migliorare. Ed anche io. Sto conoscendo sempre meglio il team ed a ogni giro mi sento sempre più a mio agio» assicura sornione nella conferenza stampa di presentazione del Gp d'Inghilterra. Hamilton, intanto, deve fronteggiare non solo le crescenti ambizioni del compagno di team, ma anche le polemiche nate dalla scelta di evitare l'evento promozionale che ha portato le monoposto a sfrecciare a Trafalgar Square, davanti a 250mila fan in delirio. Lui ha preferito due giorni di relax sulle spiagge di Mykonos. Proprio mentre gli organizzatori di Silverstone hanno deciso di attivare la clausola che gli consentirebbe di smettere di ospitare la F1 alla fine del 2019. Motivo, i costi di gestione troppo elevati. «È stata una mia decisione, ho informato gli organizzatori e Toto Wolff (ceo Mercedes, ndr) la scorsa settimana. Ne avevo bisogno per ricaricare le batterie e dare il meglio nel fine settimana di Silverstone - si è difeso il pilota inglese -. Nelle ultime gare abbiamo avuto dei problemi, non tutto è andato come volevamo».Otto anni dopo l'ultima volta, nove dopo l'ultimo trionfo: Wimbledon torna a sorridere a Venus Williams (in foto), che sabato sfiderà la spagnola Garbiñe Muguruza per il sesto sigillo ai Championships. Impressionante prova di superiorità dell'americana, che in due comodi set liquida la favorita dei sudditi di Sua maestà, Johanna Konta (64 62), e con i suoi 37 anni (compiuti lo scorso 17 giugno) diventa la finalista più anziana dai tempi di Martina Navratilova, qui in finale nel 1994, a 37 anni e 8 mesi. L'ennesimo exploit di longevità di una campionessa infinita che alla 20esima visita all'All England Club stacca il biglietto della finale per la nona volta, la 16esima finale Slam in carriera, la seconda quest'anno dopo quella (persa contro Serena Williams) a Melbourne. In totale sarà la finale numero 82 (49 i titoli vinti) in carriera. Numeri impressionanti, come i match che Venere ha disputato sull'erba, 101 (e domani diventeranno 102), dietro solo all'inarrivabile Navratilova (134 partite) e Chris Evert (111). In poco più di un'ora, l'americana, qui testa di serie n.10, ha impartito una vera e propria lezione di tennis alla più giovane Konta, che deve così rimandare di almeno un anno il sogno di eguagliare il record di Virginia Wade, ultima britannica a vincere i Championships nel 1977. «Qui ho giocato molte finali, eppure giocarne una in più, a questo punto della mia carriera, è come una benedizione - la gioia incontenibile di Venere davanti ai microfoni -. Il pubblico? È stato molto gentile con me, nonostante ci fosse una britannica in campo. Johanna ha giocato benissimo, non mi ha regalato nulla. In avvio di match ho avvertito molta la pressione, ma mi ha aiutato l'esperienza».